Grillo contro il premier

ROMA La decapitazione del reporter americano James Foley «è in parte, figlia della violenza subita dai detenuti nel carcere di Abu Ghraib» e in ultima analisi dell' «inaccettabile imperialismo americano». Dopo aver giustificato coloro che reagiscono ai bombardamenti dei loro villaggi diventando kamikaze, il deputato M5s Alessandro Di Battista trova nuove ragioni nel comportamento dei miliziani dell'Isis negli abusi e nelle torture compiute dagli americani nel carcere di Abu Ghraib ai tempi della guerra contro Saddam Hussein. Immediate partono le reazioni bipartisan del mondo politico che censurano le parole del grillino. La premessa di Di Battista è che la violenza subita da Foley sia «indecente, barbara e inaccettabile». Ma può essere spiegata se si torna con il pensiero ad Abu Ghraib. «Le violenze commesse in quella prigione furono senz'altro figlie di quel desiderio di vendetta che molti americani hanno provato dopo l'indecente, barbaro, inaccettabile attentato alle Torri Gemelle quest'ultimo anche figlio dell'indecente, barbaro, inaccettabile imperialismo nordamericano che ha portato milioni di persone a morire di fame», è la sua tesi. Insomma, alla fine della catena c'è sempre la politica degli Stati Uniti. Di Battista respinge tutte le critiche ricevute per la sua prima esternazione (quella dei kamikaze) e attacca: «Non basta certo una strumentalizzazione becera a farmi smettere di impegnarmi a fondo in quello in cui credo». A dargli man forte, scende in campo anche Beppe Grillo: il leader M5s risponde a muso duro a Renzi, che prendendo spunto dal "no" dei grillini all'incontro con il ministro Orlando li aveva attaccati facendo sue le parole di Matteo Orfini: «Con i terroristi bisogna interloquire ma guai a farlo con il governo...». Grillo replica indignato: «C'è una campagna stampa contro il M5S che è vergognosa: dialoghiamo con i terroristi e non con il governo... Queste sono schifezze del nostro ebetino presidente del consiglio». Non solo: il leader del movimento minaccia di querelare Renzi e di chiedergli i danni. Sdegnate le reazioni di tutte le forze politiche. Per stigmatizzare la nuova presa di posizione del parlamentare 5 stelle si fa sentire anche il deputato del Pd di origine marocchina Khaled Chaouki: «Rimango incredulo e disgustato dalla profonda ignoranza del collega Alessandro Di Battista rispetto alla natura dell'Isis e la sua profonda ideologia di morte».