Supplenti di scuola Torna la guerra delle graduatorie

PADOVA Insegnanti del nord contro insegnanti del sud. Ancora una volta, appena vengono pubblicate le graduatorie provinciali di prima fascia, dove vengono pescati i nomi dei futuri supplenti annuali nelle scuole pubbliche, compresi i posti di sostegno, si scatena la "guerra dei poveri" tra gli aspiranti docenti residenti a Padova, che prima occupavano i posti più in alto nelle graduatorie, e quelli che arrivano dalle regioni meridionali. In pratica si verifica che tanti aspiranti docenti meridionali scavalcano in graduatoria gli aspiranti insegnanti locali grazie ai punteggi più alti che si portano dietro, accumulati nel corso degli anni dopo essersi laureati nelle università del Sud o dopo avere superato gli esami del concorso nelle rispettive regioni. Una protesta considerata legittima dagli addetti ai lavori, ma che, non sempre, è giustificata dai sindacati di categoria e da chi conosce in profondità i problemi della scuola. «Siamo davanti ad un luogo comune, che va avanti minimo da vent'anni a questa parte» spiega Nereo Marcon, segretario regionale della Cisl-Scuola «Ogni anno e sempre nei mesi di agosto e di settembre ci sono aspiranti docenti locali che sostengono di essere stati scavalcati. Sono discorsi da un lato legittimi, ma dall'altro lato scontati e ripetitivi, che non aiutano a risolvere certo i gravi problemi di occupazione, che persistono anche nel mondo della scuola». Sintetico il commento di un docente siciliano: «Quando nel Veneto c'era bisogno dei docenti meridionali perché tutti lavoravano in altri settori, nessuno era contro di noi». Dice Angelo Zuppardo della Cgil : «Adesso che il lavoro manca anche nel nord, ci dicono apertamente che portiamo via i posti. Per fortuna il sistema di reclutamento dei docenti è a livello nazionale». ( f.pad.)