«Pizza e cous cous per salvare l'hotel»

di Nicola Cesaro wMONTAGNANA «Il mio sogno? Vedere la sera tanti montagnanesi nel mio locale, a degustare la mia pizza napoletana assieme ai profughi che arriveranno nei prossimi giorni». Sogna una "pizza etnica" Sergio Enzini, titolare dell'albergo Maxim's di via Sant'Antonio, napoletano di Boscoreale ma a Montagnana ormai da 25 anni. Enzini ha partecipato e vinto il bando nazionale dedicato all'accoglienza dei profughi, riuscendo a proporre la miglior offerta per Padova e guadagnando la possibilità di ospitare fino a 28 profughi. L'imprenditore campano ha ribassato di 37 centesimi la quota messa a disposizione dal bando per ogni persona ospitata (34,63 quella proposta da Enzini): con questa somma dovranno essere garantiti a ogni profugo vitto, alloggio, ma anche assistenza linguistica e sanitaria, trasporto e il cosiddetto "pocket money", diaria da 2,5 euro che viene concessa a ogni ospite. «Sono stato mosso da un istinto umanitario» confida Enzini «Mi sono sentito in dovere di dare il mio contributo a questa emergenza nazionale. So benissimo che non tutti a Montagnana hanno gradito la mia iniziativa, ma sinceramente non lo ritengo un problema. Chi critica la mia disponibilità, o chi eviterà di venire nel mio albergo-ristorante per la presenza dei profughi, è chiaramente un razzista». Enzini si è già attivato per accogliere i nuovi ospiti: «Non so quando arriveranno, ma la camere sono pronte, mio figlio parla benissimo inglese e ci siamo pure affidati a degli specialisti milanesi per imparare a cucinare i piatti che rientrano nella tradizione culturale di queste persone, a partire dal cous cous». L'albergatore lancia un appello ai montagnanesi: «La sera proporrò ai profughi la mia pizza Margherita. Mi auguro che molti cittadini vengano ad assaggiarla e a scambiare qualche parola con i miei nuovi ospiti». Enzini non nasconde il tentativo di rilancio imprenditoriale che sta all'ombra di questa nuova avventura: il Maxim's era infatti chiuso da qualche mese e ora potrà riprendere a lavorare grazie ai profughi. Sulla vicenda si è peraltro aperto un ampio dibattito nella cittadina murata, a tratti molto aspro – si vedano i feroci commenti di alcuni compaesani su Facebook – anche se ufficialmente è tiepida la posizione del Comune: «Provo grande rispetto per la vicenda personale di chi fugge da condizioni di guerra, di povertà e miseria» sono le parole del sindaco Loredana Borghesan «tuttavia non sarà facile spiegare ai nostri concittadini, soprattutto a coloro che in questo momento non arrivano alla fine del mese o sono disoccupati, come uno Stato riesca a trovare risorse per le crisi internazionali e non prenda altrettanto a cuore le problematiche familiari e abitative degli italiani». Di tutt'altro tenore le dichiarazioni del Pd locale, rilasciate dalla segretaria Pierangela Vesentini: «I profughi che arriveranno a Montagnana sono persone. L'amministrazione, di concerto con le associazioni locali e d'intesa con la Prefettura, potrà attivare strumenti di integrazione. L'auspicio è che si realizzi una convivenza serena, con l'impegno di chi accoglie e di chi è accolto». Dietro al Maxim's, la graduatoria stilata dalla Prefettura vede la cooperativa Ecofficina, che a Battaglia gestisce già un centro (in via Roma) dove attualmente vivono 18 profughi tra donne e bambini. Qualora i 28 posti di Montagnana non fossero sufficienti, la Prefettura dirotterà ad Ecofficina gli extracomunitari: la cooperativa ha confermato di voler ospitare questi profughi tra Battaglia e Monselice, escludendo però l'ipotesi di utilizzare allo scopo il Venetian Hostel che attualmente ha in gestione. ©RIPRODUZIONE RISERVATA PROFUGHI A MONTAGNANA DI' LA TUA su www.mattinopadova.it