Galan, l'ultima autodifesa «Mazzacurati è confuso»

di Giorgio Cecchetti wVENEZIA Mentre altri due indagati, il direttore tecnico del Consorzio Venezia Nuova Maria Teresa Brotto e l'imprenditore di Cavarzere delle coop rosse Franco Morbiolo, hanno raggiunto l'accordo per patteggiare la pena con i pubblici ministeri Stefano Ancilotto e Paola Tonini e hanno riottenuto la libertà, i difensori di Giancarlo Galan, gli avvocati Antonio Franchini e Niccolò Ghedini, hanno depositato ieri una corposa memoria difensiva in vista dell'udienza di oggi del Tribunale del riesame presieduto dal giudice Angelo Risi. Si tratta di ottanta pagine, che cercano di smontare prove e indizi raccolte dalla Procura grazie alle indagini degli investigatori del nucleo di polizia tributaria di Venezia. Per i due legali la Procura di Venezia e, conseguentemente il Tribunale lagunare, non sono competenti a indagare e processare Galan, vi sarebbe incompetenza sia funzionale sia territoriale. Innanzitutto toccherebbe al Tribunale dei ministri del Veneto prendere in considerazione le accuse di corruzione lanciate contro il parlamentare di Forza Italia rinchiuso nel carcere milanese di Opera, visto che se tangenti gli sarebbero state consegnate sarebbe accaduto anche quando era ministro dell'Agricoltura prima e per i Beni culturali poi. In secondo luogo, i fatti più gravi contestati sarebbero avvenuti nel territorio di Padova e dunque sarebbe la Procura della città del Santo competente a condurre gli accertamenti. Ma la memoria firmata dagli avvocati Franchini e Ghedini conterrebbe anche i risultati delle indagini difensive compiute dalla coppia di legali. Per quanto riguarda le affermazioni dell'ex presidente del Consorzio Venezia Nuova si tratterebbe di «dichiarazioni generiche e vaghe». Per gli avvocati l'anziano ingegnere sarebbe stato «confusionario e incomprensibile». La memoria riporta anche alcuni stralci di verbali di interrogatori di Pio Savioli e degli imprenditori Mario e Stefano Boscolo Bacheto di Chioggia. Utilizzando le affermazioni dei tre, gli avvocati sostengono che molti di quei milioni di euro che Mazzacurati sostiene di aver distribuito a politici e amministratori sarebbero finiti nelle sue tasche: con quelli, ad esempio avrebbe aiutato i suoi figli, anche il regista Carlo, ormai deceduto. Uno di loro, ad esempio, racconta che per il film «Il toro», che vinse nel 1994 il Leone d'argento alla mostra di Venezia ed era interpretato da Diego Abatantuono e Roberto Citran, l'ingegnere sborsò i soldi per acquistare il toro, un vero campione, che nel film prende il nome di Corinto. Gli obiettivi dei due avvocati sono anche Piergiorgio Baita e Claudia Minutillo. Scrivono che sarebbe stato «incredibile» il fatto che non siano stati raggiunti anche loro da un'ordinanza di custodia cautelare per corruzione e addirittura definiscono «sconcertante» il fatto che non siano stati sequestrati i beni di entrambi, come invece è accaduto agli altri indagati. Per quanto riguarda Claudia Minutillo sono riportate le testimonianze di chi la sostituì in Regione, quando venne allontanata, e della moglie di Galan. Giorgia Pozza, segretaria di Lia Sartori prima di finire a palazzo Balbi, sostiene che l'avvocato di Rovigo Gianandrea Rizzieri gli chiese se doveva pagare anche lei come faceva con la Minutillo per ottenere un appuntamento con il presidente Galan. E la moglie Sandra Persegato racconta che per ogni appuntamento chi lo chiedeva doveva sborsare 500 o 1000 euro alla Minutillo. Ieri, intanto, gli avvocati Antonio Franchini e Loris Tosi hanno ottenuto l'accordo con la Procura per l'ingegner Brotto. Il patteggiamento prevede una pena di due anni di reclusione con la sospensione condizionale, inoltre pagherà 600 mila euro allo Stato. Franco Morbiolo, invece, patteggia un anno di reclusione e consegna tutto ciò che aveva nel conto corrente, 19 mila euro. In settembre toccherà al giudice dell'udienza preliminare valutare se si tratta di pene congrue o meno, intanto il giudice delle indagini preliminari Alberto Scaramuzza ha firmato la loro scarcerazione, erano entrambi agli arresti domiciliari.