Corte Conti, il Consiglio riscrive le regole di spesa

Cavatori sul piano di guerra in vista dell'approvazione del Piano regionale di settore, prevista oggi al Consiglio del Veneto. In mattinata, i rappresentanti della categoria - Confindustria, artigiani, Unione, Albo - hanno incontrato i capigruppo lamentando l'eccessivo rigore della normativa proposta dall'assessore Maurizio Conte, in particolare per ciò che riguarda i pareri vincolanti dei Comuni e della Autorità di difesa del suolo circa le attività di scavo. di Filippo Tosatto wVENEZIA Il Consiglio del Veneto esce dall'angolo in cui l'aveva relegato la martellante offensiva della Corte dei Conti. E lo fa sul piano della legalità, riformando il sistema di spesa dei gruppi politici in sintonia con la recente sentenza della Consulta che riconosce loro piena autonomia d'iniziativa, abbinata però ad una rigorosa documentazione nell'impiego dei fondi pubblici. Parliamo di un budget annuale complessivo di 542 mila euro da suddividere tra i dodici gruppi che la proliferazione di nuove casacche (l'ex Pdl ora è diviso in tre segmenti) ha disseminato nell'assemblea di Palazzo Ferro-Fini. È successo che le indagini ripetute della magistratura contabile, che ha rilevato irregolarità sia nelle spese 2012 che in quelle dell'anno successivo, abbiamo paralizzato l'attività dei gruppi, letteralmente privi di un euro in cassa perché costretti a restituire i fondi controversi nel 2013 e a vedersi ridotti, in misura proporzionale alle contestazioni, le risorse per l'«esercizio corrente». Assenza qua e là di pezze giustificative, carenze contrattuali nell'assunzione di personale, osservazioni curiose (che sindacavano sulla scelta dei relatori ai convegni e sull'eccesso di fotocopie), nessuna traccia di abusi personali o malversazioni. Tanto che, a fronte della protesta vivace dei consiglieri - lesti a ricorrere alla Consulta e al Tar contro l'«accanimento ingiustificato» e l'«invasione di campo» - è intervenuta una sentenza costituzionale che ha annullato parte dei rilievi ("sanando" la spesa del 2012) e stabilendo che i magistrati della Corte dei Conti non possono interferire nella tipologia di spesa ma solo verificarne la corretta rendicontazione. Una puntualizzazione che tuttavia non ha restituito «ossigeno» ai gruppi di ogni colore, da mesi condannati all'inattività per mancanza di fondi. Tant'è. La nuova legge concordata tra tutti i capigruppo e illustrata in aula dallo speaker leghista Federico Caner, ha accolto il dettato della Consulta ripristinando la capacità «responsabile» di spesa dei gruppi. Il testo - approvato con 46 sì e l'unica astensione di Santino Bozza (Prima il Veneto) - abroga il comma regolamentare che, in presenza di spese irregolari, imponeva all'Ufficio di presidenza di chiedere la restituzione delle somme assegnate decurtandole dal contributo per l'anno in corso. E stabilisce inoltre che i gruppi possano fronteggiare le contestazioni per l'esercizio 2013 ricorrendo ai contributi già riscossi e non ancora utilizzati. La norma approvata specifica infine che l'eventuale restituzione all'Ufficio di presidenza delle somme contestate non potrà azzerare l'entità del contributo annuale, ma dovrà limitarsi al tetto massimo dell'80%. «Con questo voto», è il commento del presidente dell'assemblea regionale Clodovaldo Ruffato «abbiamo adeguato la legislazione veneta alla sentenza 39/2014 della Corte Costituzionale che ha precisato che la contestazione di eventuali irregolarità contabili da parte della Corte dei Conti non può determinare la decadenza del diritto del gruppo consiliare all'erogazione del contributo. Secondo la Consulta, questo tipo di sanzione, precludendo ogni possibilità di finanziamento ai gruppi, sarebbe una misure repressiva eccessiva e non graduata che compromette le funzioni pubbliche dei gruppi consiliari e pregiudica il fisiologico e democratico funzionamento dell'assemblea consiliare».