Turista fa un'arrampicata sui marmi di Palazzo Ducale

VENEZIA Un giovane turista straniero si è arrampicato venerdì sera sui marmi di Palazzo Ducale, scalando con tecnica alpinistica il lato della Porta della Carta, così chiamata per gli antichi depositi "cartarum" degli archivi della Serenissima o forse perchè in passato qui sedevano gli scrivani per stendere atti o petizioni. Il ragazzo, poco più che ventenne, è stato notato da un gruppo di turisti che passava nell'area marciana, ma c'era anche un appassionato fotografo veneziano, Stefano Barzizza, che ha scattato alcune immagini postandole poi sul proprio profilo Facebook e su quello del gruppo social che coordina, «I luoghi meno noti di Venezia e della sua laguna». «Sembrava un poco alterato», ha spiegato l'autore delle immagini, «ma anche dotato di una sicura tecnica alpinistica, forse si trattava di un freeclimber». Il fotografo ha detto di aver notato con sorpresa che nonostante l'importanza del monumento non è scattato alcun allarme. Tra l'altro, il giovane, per arrampicarsi e salire ha per forza di cose utilizzato i marmi dei capitelli e delle fragili statue, un'azione che avrebbe potuto provocare danni, ma lui ha proseguito imperterrito. «Nessuno è intervenuto», prosegue Barzizza, «non c'erano forze dell'ordine e non è stato possibile avvertire nessuno, perché il giovane è sceso velocemente e se n'è andato con il gruppo di amici che lo attendevano nel porticato di Palazzo Ducale». Secondo lui potrebbe trattarsi di una comitiva di giovani turisti americani. Il fotografo veneziano si pone alcune domande: «Possibile che un luogo monumentale così delicato e soprattutto così visitato sia tanto vulnerabile? Quanti danni avrebbe potuto fare?». La sovrintendente ai beni artistici e architettonici Renata Codello, che ha i suoi uffici proprio a palazzo Ducale, ha commentato con sconcerto la vicenda. «Sono esterrefatta», ha affermato, «del fatto che sia possibile aggrapparsi a colonnine e decori gotici che non sono certo in grado di sostenere il peso di una persona. Faremo delle verifiche per capire se vi sono stati eventuali danni. Non c'è limite all'esibizionismo». «Spiazza», ha aggiunto la sovrintendente Codello, «che vengano compiuti atti fuori da ogni immaginazione. È difficile fare prevenzione di cose che paiono imprevedibili e soprattutto al di fuori di una qualsiasi ragionevolezza». In tutta l'area marciana ci sono numerose telecamere. Dal cant suo la sovrintendente Codello evidenzia la qualità del servizio di sorveglianza attuato a difesa dei monumenti marciani e non esclude che dall'esame delle immagini possa essere ricostruita la sequenza dell'arrampicata. Ma in ogni caso potrebbe essere difficile arrivare all'identificazione del vandalo se questi fosse davvero un turista magari già andato via da Venezia, come suggerisce il fotografo veneziano. ©RIPRODUZIONE RISERVATA