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MIGRANTI La disperazione e l'integrazione nLa nostra Italia ha una lunghezza considerevole di confini marini soggetti ad arrivi sempre numerosi dalle coste del Nord Africa. Il nostro compito è oltre che salvare queste persone in cerca di libertà, provvedere alla prima accoglienza. Spesso hanno differenti destinazioni in vari paesi europei dove sono presenti parenti o amici pronti ad aiutarli. L'Italia fa il massimo ma, spesso , non riesce a dare soddisfazioni a certe richieste. Gli immigrati provengono da Libia, Tunisia, Egitto, Etiopia, Sudan. L'operazione "mare nostrum" è molto censurata da politici che pensano solamente a risolvere la nostra crisi economica ma che non si rendono conto che gli stranieri che restano da noi meglio si integrano in un paese che capisce che nella globalità oramai imperante , gli immigrati sono opportunità. Auspicabile sarebbe investire con aiuti comunitari nei paesi di origine. È nostro dovere provarci: così come gli immigrati devono perseverare in una condotta e disciplina irreprensibile. Dobbiamo credere che amare il prossimo non sia solo un comandamento ma diventi un percorso stabile che accomuni chi sta lottando contro la crisi. Carlo Monaco Cadoneghe ALBERI Potatura selvaggia in via Granze nLungo Via Granze, a Camin, abbiamo un esempio di come sia stata risolta in maniera molto radicale e sbrigativa la situazione di alcuni tigli mal ridotti a causa del forte temporale di quindici giorni fa: sono stati tagliati di brutto e ora fanno bella mostra di sé i ceppi/fusti (alti circa 1,5 m) che però, anche all'occhio di un profano, risultano perfettamente sani. Ci si domanda: siccome non risulta che quelle piante fossero state schiantate e men che meno abbattute dalla furia del vento, non poteva essere sufficiente eliminare i rami spezzati lasciando integri il tronco e il resto della chioma? L'intervento era necessario ed è stato tempestivo, ma forse un po' troppo precipitosa la decisione di eliminare qualche tiglio non proprio malandato. Si potrebbe anche osservare che tutto è stato fatto senza che si sia levata alcuna protesta da parte di qualche comitato/organizzazione ambientalista. Come mai? Dove sono finiti i difensori delle piante? Troppe volte è successo che, anche se gli esperti le consideravano pericolanti e dannose, spesso erano costretti a soprassedere, con la conseguenza che in certe vie della città ci si trova a camminare su marciapiedi malconci o dissestati. E le proteste non venivano meno neanche vedendo che al posto degli alberi abbattuti si provvedeva a mettere a dimora nuove piante (per es.,restando sempre a Camin, vedasi le nuove robinie in Via Corsica). Michelangelo Boninsegna Padova RENZI Oltre a parlare che cosa fa? nVorrei (e come me molti italiani) fare una domanda al Presidente del Consiglio Matteo Renzi: «Scusi Presidente ma Lei oltre a parlare, girare per il mondo e riparlare e parlare, cosa fa?». Rimo Dal Toso Padova