Il giallo di Oron, il sergente "disperso"

Per due giorni i mezzi di comunicazione nazionale israeliani hanno taciuto. «Non volevamo assecondare la propaganda di Hamas», ammette un cronista televisivo. Ma ieri l'esercito israeliano ha finalmente confermato che nella battaglia di Sajaya, in cui la Brigata Golani ha patito severe perdite, un soldato è rimasto «disperso». Il suo nome e il suo numero di matricola sono, più o meno, quelli divulgati domenica dal braccio militare di Hamas, Brigate Ezzedin al-Qassam, quando hanno affermato di aver preso prigioniero un militare di Israele: il sergente Oron Shaul. Di certo si sa che Oron si trovava a bordo del cingolato centrato da un razzo Rpg sparato da Hamas. Dentro erano rimasti imprigionati sette militari. Al termine della battaglia Hamas ha pubblicato alcuni documenti personali del caporale, sostenendo di averlo preso in custodia. I resti carbonizzati dell'equipaggio sono stati portati a Tel Aviv e là esaminati. Ieri infine il portavoce ha annunciato di essere riuscito a ricomporre solo sei salme dei sette militari. Mancava all'appello proprio quella di Oron Shaul. «Gli sforzi per identificarlo proseguono», ha affermato il portavoce. Per l'esercito è adesso ufficialmente «disperso», anche se a mezza bocca si aggiunge che non avrebbe potuto sopravvivere a quel rogo, specialmente se aveva addosso esplosivi. Ma in assenza di prove definitive la famiglia insiste nel ritenerlo ancora in vita.