Morte in A4, patteggia 18 mesi

MASSANZAGO Era il 19 febbraio 2012, lungo l'A4 nel territorio di Desenzano sul Garda in provincia di Brescia, quando una corriera tagliò la strada alla Mazda guidata da Giada Franceschini, al cui fianco era seduto il compagno, l'architetto Fabio Marangon 35enne di Massanzago. Ieri, davanti al gup di Brescia Cesare Bonamartini, ha patteggiato un anno e sei mesi di reclusione (con la sospensione condizionale della pena e la sospensione della patente per un anno), il macedone Zlatancho Donchev, 46 anni, accusato di omicidio colposo e di lesioni colpose, alla guida del mezzo. L'imputato dovrà anche pagare le spese: si era costituita parte civile la fidanzata e convivente della vittima, Giada Franceschini, assistita dall'avvocato Domenico Zanon. Ma il patteggiamento esclude il risarcimento in sede penale che dovrà essere reclamato in un separato giudizio civile. Commenta l'avvocato Zanon: «Questo è un primo passo. Intanto c'è stata la sospensione della patente. Avvieremo di sicuro un contenzioso civile per il ristoro dei danni anche se purtroppo la ferita che Giada ha patito sul piano umano è incalcolabile. E non rimarginabile. Spero che l'Uci si faccia carico del risarcimento». L'Uci (l'Ufficio centrale italiano) in base al Codice delle Assicurazioni è tenuto a risarcire i danni derivanti da veicoli in circolazione internazionale. Quel giorno di due anni era una domenica pomeriggio, Giada era alla guida e Fabio seduto al suo fianco. Viaggiavano in autostrada diretti a Como, dove la ragazza è domiciliata per poter raggiungere ogni giorno il suo posto di lavoro nel Canton Ticino, in Svizzera. Improvvisamente la brusca manovra dell'autista della corriera, rientrato nella corsia di marcia senza accertare che lo spazio fosse tale da consentire lo spostamento della parte posteriore del mezzo. Violento l'impatto tanto da disintegrare la parte della vettura occupata dal passeggero, l'architetto padovano. Gli accertamenti tecnici hanno ricostruito la dinamica, individuando nel conducente della corriera l'unico responsabile dell'incidente. I genitori del ragazzo non si sono costituiti in aula perché già risarciti. Cristina Genesin