«Sono commosso, giudici ammirevoli avanti con serenità»

di Nicola Corda wROMA «Commosso, giudici ammirevoli e la grande maggioranza dei magistrati è equilibrata come ho sempre asserito». Passano poche ore dalla sentenza e Silvio Berlusconi consegna alle agenzie una lunga nota dove esprime gratitudine e liberazione da un'«accusa infamante» per la quale «solo chi mi è stato vicino in questi anni sa quanto ho sofferto». In cima c'è la fidanzata Francesca Pascale: «È il giorno più bello della mia vita, ho pianto come una bambina, giustizia è fatta». La dichiarazione dell'ex premier sorprende fin dalle prime righe, dove manifesta «rispetto per la magistratura che ha dato oggi una conferma di quello che ho sempre asserito: ovvero che la grande maggioranza delle toghe fa il proprio lavoro silenziosamente, con equilibrio e rigore ammirevoli». Un addio alle posizioni più oltranziste, nessuna accusa alle "toghe rosse" e ai giudici politicizzati, parole che sembrano il frutto della nuova linea difensiva più morbida guidata da Franco Coppi e che ha portato al verdetto di assoluzione. Silvio ringrazia tutti gli avvocati, anche se tra i fedelissimi si fa notare con una punta di malizia che abbandonare la linea Ghedini ha contribuito a far cadere la condanna. Ora il patto del Nazareno è più saldo e Berlusconi conferma che «il percorso politico di Forza Italia non cambia, si va avanti con più serenità». Musica per Palazzo Chigi e l'entourage di Matteo Renzi. I dem però non commentano le sentenze che «si rispettano sempre», dice la responsabile giustizia Alessia Morani. Tribunali lontani, nessuna influenza dal clima politico, l'accordo regge e il cammino delle riforme prosegue. Esultano in una lunga lettera i senatori azzurri, compresi i frondisti che vogliono il Senato elettivo e che per un giorno si ricompattano intorno al leader esprimendo affetto e riconoscenza. «Ti è stato restituito l'orgoglio e la fierezza di vent'anni di storia del Paese, ora ci auguriamo che sia finita una lunga e dolorosa epoca di persecuzione giudiziaria». Un clima che volge al bello e che non impedisce ai falchi di Forza Italia di rialzare la testa. L'assalto lo guida come sempre il capogruppo Brunetta che chiede, come minimo risarcimento, la concessione subito della grazia. Poi l'esponente azzurro torna alla carica con la richiesta della commissione d'inchiesta per il golpe del 2011. Per non essere da meno dei senatori, anche i deputati scrivono al loro leader: «Grande gioia, siamo ammirati per la testimonianza della tua forza morale che hai dato a noi e all'universo intero, siamo orgogliosi di averti leader per altri cento anni»! Festeggiano anche gli ex del Nuovo centrodestra che «hanno sempre creduto nell'innocenza di Berlusconi» e ora anche per l'ex pupillo Angelino Alfano è necessaria «una rilettura storico-politica di quel terribile anno 2011 che si concluse con la caduta dell'ultimo governo da lui guidato». Un altro che ha abbandonato la casa del padre per fondare Fratelli d'Italia come Ignazio La Russa, dice che un'«accusa ingiusta ha falsato per anni il confronto politico e per la quale ha pagato tutto il centrodestra». ©RIPRODUZIONE RISERVATA