Il pm chiede l'archiviazione dell'inchiesta sulla centrale

di Cristina Genesin wCAMPO SAN MARTINO Guerra a colpi di carte bollate. Ma anche guerra destinata a finire in un'aula di giustizia. Il progetto (contestatissimo) di centrale idroelettrica a Campo San Martino ha provocato anche un'inchiesta penale. E nel registro degli indagati sono finiti il sindaco Paolo Tonin, il vicesindaco Luciano Sandonà e il consigliere comunale Giuliano Mietto per concorso in abuso d'ufficio. Sono bastati otto mesi d' indagini e il pubblico ministero padovano Maria D'Arpa ha concluso che quell'ipotesi è destinata a svanire: non ci sono elementi per andare in un eventuale processo. Anzi, «l'amministrazione comunale ha cercato di perseguire vantaggi economici per il Comune e, quindi, per tutta la collettività e non ha agito con l'intento di favorire o danneggiare una ditta piuttosto che un'altra». Da qui la richiesta di archiviare il procedimento sulla base della consulenza tecnica affidata al professor Paolo Merlini. Di tutt'altro avviso chi aveva firmato la querela il 6 giugno 2013, l'amministratore unico di Kitaly srl con sede a Padova, Mario Luigi Finco. Assistito dall'avvocato Mario Testa, l'imprenditore si è opposto alla richiesta e sulla questione (archiviazione, sì o no) deciderà il gip Mariella Fino al termine di un'udienza dove saranno ascoltate tutte le parti (pm e denunciante) prevista per il 14 ottobre prossimo. Che cosa lamenta Kitaly che era risultata vincitrice dell'appalto per la realizzazione di una traversa sul fiume Brenta vicino al ponte della Vittoria (e di una centrale per lo sfruttamento del salto idraulico generato dalla traversa stessa)? Nonostante l'esito favorevole della gara per costruire la centrale e al di là del merito del progetto (un edificio di 24 metri per 17 destinato a contenere le turbine in una zona molto vincolata, sostengono gli oppositori), il risultato è tutt'altro che scontato. Kitaly sostiene che i tre amministratori hanno messo a punto una serie di comportamenti per osteggiare in ogni modo il suo piano. L'obiettivo? Favorire un'altra ditta, Italy Style Milano srl, che il 15 febbraio 2011 aveva stipulato una convenzione con il Comune. Comune che avrebbe violato le regole procedurali per non aver coinvolto le altre imprese partecipanti alla gara. E che cosa stabilisce la convenzione? Italy Style Milano srl si era impegnata a riconoscere al Comune un canone annuo pari al 10% (fino al 13% negli anni successivi) dell'energia prodotta dall'impianto. Dunque sarebbe questo "tornaconto" la ragione dell'opposizione. E anche della negativa valutazione di impatto ambientale del progetto Kitaly espressa dall'amministrazione di Campo San Martino che, nel 2012, è ricorsa al Tribunale superiore delle acque pubbliche: altro che tutela del territorio paesaggistico. Ben diversa la relazione del consulente della procura, l'architetto Merlini, secondo il quale i pareri espressi dal Comune «sono tutti finalizzati a far sì che l'ente locale possa avere dei vantaggi economici dalla realizzazione dell'impianto piuttosto che favorire una ditta rispetto un'altra». ©RIPRODUZIONE RISERVATA