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di Albino Salmaso wPADOVA Slitta a martedì 22 luglio il voto della Camera dei deputati sulla richiesta d'arresto nei confronti di Giancarlo Galan, indagato per lo scandalo del Mose di Venezia. Lo ha deciso dopo la riunione dei capigruppo la presidente dell'assemblea di Montecitorio Laura Boldrini che ha chiuso il dibattito con un giudizio perentorio: «Un ulteriore rinvio, in questo quadro clinico, sarebbe sine die, va bene concedere qualche giorno in più ma in maniera ultimativa e non ulteriormente differibile. Lo facciamo solo per ragioni umanitarie». A fianco della Boldrini c'era il ministro Maria Elena Boschi, che ha approvato la decisione. Tutti d'accordo, tranne Renato Brunetta, capogruppo di FI, che ha replicato: «Presidente, la prego di cancellare dal verbale della riunione l'aggettivo umanitario. Credo sia diritto dell'onorevole Galan essere presente in aula e difendersi: da sabato scorso è ricoverato in ospedale con una gamba ingessata che lo costringe all'immobilità per 40 giorni. Non propongo nessuna data, mi affido a voi» ha detto Brunetta. Il capogruppo di Fi si è trovato isolato, in netta minoranza, e ha dovuto tenere testa alla vis polemica di Paola Carinelli del M5S, che è si opposta al rinvio: «Di questo passo si finisce a settembre, meglio votare subito. Non ci sono cittadini di serie A e C». Niente da fare: il «rinvio umanitario» di sei giorni è stato accolto con soddisfazione sia da Roberto Speranza, del Pd, che da Massimiliano Fedriga della Lega Nord. E anche da Arturo Scotto di Sel e Andrea Mazziotti di Scelta civica che ha lasciato a Mariano Rabino, segretario d'aula e relatore del caso Galan, il diritto di parola sul rinvio proposto dalla presidente Boldrini. Tutti d'accordo, tranne il M5S, a una precisa condizione: quello concesso ieri dalla Presidente della Camera è un rinvio stabilito «in maniera ultimativa e indifferibile». Martedì 22 luglio alle 11 il dibattito inizierà anche se Giancarlo Galan non sarà presente in aula a difendersi. Rassegnato il commento di Gianfranco Chiarelli: «Abbiamo fatto tutto il possibile, io non ravvedo l'urgenza di un voto così rapido e credo sia giusto attendere che Galan venga dimesso dall'ospedale e riprenda a camminare», ha detto il deputato di FI. Altrettanto insoddisfatto l'avvocato Antonio Franchini: «Un rinvio così breve, soli sei giorni, non ha nessun senso logico. Il 22 luglio tutto sarà esattamente punto a capo come adesso. È ridicolo, hanno 5 certificati e due relazioni mediche che dicono che Galan non può camminare per 40 giorni, periodo in cui deve stare con la gamba in estensione per evitare un embolo», dice il legale dell'ex governatore. E gli altri partiti?«La legge è uguale per tutti. Spero che Galan ce la faccia a riprendersi», dicono Matteo Bragantini e Marco Marcolin, «ciò che emerge dal Mose è inquietante, non solo per le responsabilità della politica ma di tutte le istituzioni coinvolte. È una bruttissima pagina del Veneto, che toglie alla nostra gente l'orgoglio di una terra laboriosa coperta dal disonore. Voteremo sì alla richiesta dell'arresto», concludono i due parlamentari della Lega. E Andrea Martella, vicecapogruppo Pd alla Camera, precisa che «l'inviolabile diritto di Galan di essere presente in aula per difendersi va commisurato al diritto-dovere del Parlamento di esprimersi: la magistratura va messa nella condizioni di concludere l'inchiesta sul Mose.