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Andrea Pennacchi "teatrista di stazza omerica", così si definisce, ma soprattutto drammaturgo, attore e regista dal cuore contemporaneo, quello che lega i suoi spettacoli alle storie fatte di persone vere, di dettagli, quel tocco di sensibilità indispensabile per leggere il mondo di oggi, con qualche affondo sul nostro Veneto. Pennacchi (a destra nella foto) la sua storia l'ha iniziata a Padova con il Teatro Popolare di Ricerca nei primi anni '90, con i laboratori all'università e le attività con i ragazzi, parte del lavoro continua nelle scuole superiori dal Liceo Fermi al Campus Company di Schio, il progetto con Arteven e le lezioni-spettacolo sulla Grande Guerra. «Lavorare con i ragazzi mi piace, serve molta presenza fisica e coinvolgimento», continua l'artista, «non si può fare a risparmio, ma questi giovani ti cambiamo la prospettiva e l'approccio al mondo». È anche dai laboratori teatrali con gli studenti che nascono gli studi, quelli che poi diventeranno veri spettacoli, che Andrea Pennacchi porta in giro per festival e teatri, spesso con Giorgio Gobbo, fido compare di palcoscenico e musicista eclettico. I due nelle prossime settimane si esibiranno sette volte in altrettante occasioni, una sorta di tournèe che hanno chiamato "Un'estate di racconti", tra spettacoli rodati e nuove produzioni. Il 18 si parte da Montebelluna con "Quel veneto di Shakespeare", lavoro che la coppia porta in giro da tempo ma che cambia ogni volta. Il 20 luglio alla Loggia Cornaro (ore 21) Gobbo e Pennacchi propongono "Raixe storte", una serie di noir in salsa veneta, uno studio destinato a trasformarsi in una pièce di teatro-canzone completo, che raccoglie qualche pezzo rivisto, tante storie e personaggi, alcuni nuovi come la maestra Vittorina, con un tuffo nei vecchi tempi tra "poenta e tocio", veneti buoni e creduloni. Raixe storte verrà proposto anche il 25 luglio all'Oasi di Cervara (Treviso) ed il 13 agosto all'Anfiteatro del Monte Venda. L'altro studio è "La primavera di Bepi" ai Giardini Sospesi (bastione Alicorno) il 24 luglio, poi il 2 agosto a Noventa Padovana ed il 3 al Rifugio Alpe Madre del Monte Grappa. Erika Bollettin