Tutto il danaro movimentato su tre conti con firme false

Erano tre i conti correnti attraverso cui operava la segretaria "infedele" (e più anziana collaboratrice) Giovanna Formentin: il conto personale dell'avvocato Fornasiero 6313 e quello dello studio 6315 accesi presso la Cassa di Risparmio del Veneto nonché il conto 1258 acceso presso Veneto Banca, di cui il legale aveva ordinato l'estinzione. Conto che, invece, continuava a essere operativo. Inesatte o parziali le registrazioni contabili della segretaria, mentre ogni anno si allargava la fiducia del suo titolare. Tuttavia nessuna delega a operare, solo una procura allo sportello (l'autorizzazione alle operazioni di firma del legale). È stato il commercialista Carlo Pampaloni, consulente di Fornasiero, a ricostruire la vera contabilità analizzando estratti conto, prelevamenti tramite bancomat o agli sportelli, assegni circolari e contabili bancarie (moduli di richiesta e ricevuta delle operazioni). Il quadro emerso? Le operazioni erano effettuate da Giovanna Formentin; ai suoi familiari (o a società a loro riconducibili, come Consulenze assicurative sas e Bar Dolce Vita sas) erano trasferite le somme sottratte visto che risultavano intestatari degli assegni, beneficiari dei versamenti in contanti e destinatari dei pagamenti di moduli F24 e Mav. In calce ai moduli di prelievo c'era la firma o la sigla (false) dell'avvocato Fornasiero tanto che lui stesso ha disconosciuto la calligrafia. Sempre il dottor Pampaloni ha accertato che sono stati messi a punto pagamenti pure a favore di altri parenti, Rodolfo e Francesco Formentin. Nei periodo "sotto accusa" i familiari avrebbero comprato diversi immobili come risulta dalla relazione del consulente che ha quantificato il danno in 733 mila euro. A oggi, detratti il Tfr e la somma restituita, Giovanna Formentin deve ancora versare al legale 551.561 euro. (cri.gen.)