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di Stefano Edel wPADOVA Il Padova può iscriversi al campionato di Lega Pro. In extremis, entro le 19 di oggi, termine tassativo per regolarizzare la propria posizione, la società di viale Rocco presenterà le carte che mancavano per completare la domanda alla Co.Vi.So.C. (Commissione di vigilanza sulle società calcistiche), che a quel punto darà (giovedì) il suo o.k. all'ammissione al campionato di terza serie. La schiarita definitiva è giunta ieri sera, quando Diego Penocchio (come riportiamo a parte) si è presentato in una banca cittadina per ottenere la fidejussione di 600 mila euro richiesta a garanzia della solidità economica del club, documento senza il quale l'esclusione del Biancoscudo dal calcio professionistico sarebbe stata automatica. Ora, nonostante i tempi strettissimi, tutto è nelle mani di Marcello Cestaro e della Unicomm: è da Dueville infatti che deve partire oggi l'ordine di pagamento degli stipendi di marzo e aprile ai tesserati (giocatori e staff tecnico), altro passaggio-chiave per avere il "via libera" da Roma. I bonifici, che dovranno essere certificati dalla Deloitte & Touche tramite pec, sono pronti, basta la fotocopia dell'avvenuta emissione per completare il fascicolo da consegnare a Roma. Una corsa contro il tempo che alla fine dovrebbe essere coronata da successo, altrimenti 104 anni di storia calcistica spariranno d'incanto. Un'ipotesi che lo stesso Cestaro non ha mai voluto prendere in considerazione, sebbene ci abbia messo molto del suo per arrivare sino a questo punto. Il pessimismo d'inizio giornata. Va raccontato questo lunedì di ansia e passione vissuto dai tifosi, tra "voci" e indiscrezioni di ogni tipo, ma con una sola certezza: il silenzio, che definire offensivo nei confronti della piazza suona persino generoso, degli attori protagonisti dietro le quinte: i soliti due, Penocchio e Cestaro, con l'aggiunta di Gsport, la concessionaria di pubblicità e marketing del club biancoscudato, il cui a.d. Alessandro Giacomini non ha mai chiarito gli aspetti del "patto segreto" sottoscritto un anno fa con il Gruppo della grande distribuzione vicentino, dopo la cessione della società ufficialmente all'imprenditore bresciano. Quando sembrava tutto fatto (venerdì scorso), l'operazione salvataggio del Padova è tornata in discussione in mattinata. Incertezze legate alla concessione della fidejussione. A richiederla, di fatto, avrebbe dovuto essere solo Penocchio, come presidente (ancora per poco) in pectore della società. Ma l'imprenditore bresciano quei soldi non li ha, e solo un intervento del cavaliere avrebbe potuto sbloccare la situazione. Oltre alla fidejussione, mancavano anche le liberatorie dei giocatori e dei tecnici (una quarantina in tutto) per quanto riguarda gli stipendi di marzo ed aprile, copia del bilancio e il documento di "budget finanziario", che è un nuovo strumento richiesto dalla Figc per controllare, con cadenza trimestrale, i conti dei club (investimenti e soldi in cassa). Penocchio in città. Il caos è regnato sovrano per tutto il giorno. Sino a quando, dopo le 18, segnalata da un paio di tifosi, è arrivata la notizia della presenza di Penocchio nell'agenzia di piazza Cavour della Banca Popolare di Vicenza, uno degli istituti di credito con cui opera la Unicomm. Accompagnato dalla moglie e da un dipendente della società, il presidente è rimasto all'interno degli uffici un'ora. Si è presentato (su indicazione del cavaliere, sembra certo), per ottenere proprio la fidejussione necessaria a sbloccare l'impasse registrato in mattinata, quando sono sorti ostacoli per accelerare l'iter utile ad assicurare un futuro ancora tra i professionisti al Biancoscudo. Proprio in quei momenti, dal quartier generale del Gruppo di Dueville, intervistato dal portale Padovasport.tv, Mario Cestaro, fratello di Marcello, ha urlato al telefono al suo interlocutore: «Noi dal Calcio Padova siamo fuori, Unicomm non c'entra niente. L'iscrizione? Non mi interessa». Le solite dichiarazioni che, come si è visto, sono state smentite dai fatti. Futuro incerto. Evitato il patatrac, ma non il rischio fallimento (perché di milioni ne servono ancora tanti per pagare i debiti rimasti), ora inizia un'altra partita, altrettanto complicata, per il Padova: quella del nuovo presidente, che dovrà scegliersi un direttore generale a cui affidare l'organizzazione della società e a cui spetterà anche il compito di individuare l'allenatore e il gruppo di giocatori in grado di affrontare la prossima stagione (dove si partirà penalizzati di 3 o 4 punti). Necessitano uomini con le idee chiare, ma occorrono soprattutto pulizia e credibilità. Tutto il contrario di quanto è stato sinora. ©RIPRODUZIONE RISERVATA