Sindaci riuniti per salvare il pronto soccorso

MONTAGNANA Una commissione di sindaci per "salvare" il Punto di Primo intervento e una proposta già chiara: mantenere il servizio almeno fino a quando non sarà completata la nuova regionale 10. È questo il succo della conferenza dei sindaci dell'Usl 17, trenta quelli presenti alla riunione, che si è tenuta lunedì sera in municipio a Monselice: all'ordine del giorno c'era infatti la discussione sul mantenimento del Punto di Primo intervento di Montagnana, una sorta di Pronto soccorso minimo che l'Usl 17 ha deciso di chiudere. L'azienda sanitaria aveva infatti comunicato qualche mese fa di voler chiudere l'ambulatorio, mantenendo semplicemente un'ambulanza 24 ore su 24 diretta verso Este e Monselice. Immediata e scontata la reazione da parte dei sindaci, in particolare di quelli del Montagnanese che lunedì sera hanno attivato una commissione ad hoc per affrontare la questione. Compito del gruppo di lavoro, a cui partecipano le amministrazioni di Montagnana, Urbana, Merlara e Saletto (oltre ai sindaci di Este e Monselice), sarà quello di presentare a Regione e Usl 17 una serie di proposte alternative alla chiusura del Punto di Primo intervento, che tenga comunque conto delle esigenze di razionalizzazione e riorganizzazione delle risorse in vista dell'apertura del nuovo ospedale unico di Schiavonia. Sottolinea il sindaco di Urbana, Marco Balbo: «All'unanimità si è poi chiesto all'Usl 17 di non chiudere il Punto di Primo intervento almeno fino a che non sarà completata la nuova Sr 10. Raggiungere il nuovo ospedale, con le condizioni di viabilità attuali, è estremamente complicato per i cittadini del Montagnanese, molti dei quali rischiano di doversi rivolgere a strutture di altre province decisamente più comode, come l'ospedale di Legnago». Lo stesso sindaco di Merlara, tra le varie idee già abbozzate, ha proposto di trasportare le emergenze 118 all'ospedale del Basso Veronese. (n.c.)