Aps, Levorato si difende «Non ho subito pressioni»

di Matteo Marian «Non ho ceduto ad alcuna pressione esterna. Ho fatto ciò che andava fatto per il bene di Aps Holding. Non sono stato infeudato qui da Zanonato». Levorato, è cambiato l'azionista di controllo della società che presiede ed è normale finire sotto tiro, no? «Guardi io non sono stupito, capisco e ho il massimo rispetto per la nuova giunta. Dico solo che, prendendo atto del disappunto manifestato dall'amministrazione nell'approvare il bilancio 2013, vorrei essere giudicato su quanto fatto in otto anni in questa società. Da me, dai collaboratori e dai lavoratori di Aps Holding». C'è un bilancio che parla di un rosso da 3,8 milioni. «Anche qui va detto chiaro e tondo che per la maggior parte questa perdita è legata alla svalutazione delle azioni Infracom. Investimento deciso prima che io arrivassi e, per la precisione, nel 2001 dall'allora giunta Destro con Del Torchio amministratore dei Aps. Dal 2006 a oggi questa società ha registrato 160 milioni di perdite. Sulla nostra quota (3,15%) abbiamo dovuto procedere, negli anni, a più svalutazioni per complessivi 7,5 milioni. Solo nel bilancio 2013 parliamo di 2,1 milioni». Potevate vendere, no? «Io sono arrivato quando era già impossibile vendere: chiedete a Confindustria, alla Provincia e alla Camera di commercio: tutti hanno ancora in pancia le loro partecipazioni in Infracom». Il Comune ha bocciato la vostra proposta di ricapitalizzazione. E ora? «La proposta era legata alla prospettiva di procedere in continuità, senza l'ipotesi di fusione con BusItalia. Ma non è un passaggio necessario: la società può perdere altri 3 milioni prima di dover procedere obbligatoriamente a una patrimonializzazione o alla riduzione del capitale sociale. Non c'è, quindi, nessun rischio. Il "rosso" può essere rinviato all'esercizio successivo». E le pressioni, di cui parla il neo sindaco, per investimenti fuori ambito rispetto allo statuto della società? «Mai subito nessuna pressione: ricordo che parliamo di un'azienda controllata per intero dal Comune. Abbiamo ereditato il tram dalla giunta Destro e l'abbiamo fatto correre e completato. Quale era l'alternativa? Lasciare il tram in mezzo a via Reni?». Il mutuo da 12,5 milioni con Biis (Intesa Sanpaolo) per il deposito della Guizza? «È stato stipulato a giugno 2007, prima che io arrivassi». La terza linea è necessaria? «Il deposito è dimensionato per più linee, almeno due». Più linee maggiore efficienza nei costi di gestione... «Sì, ma non va dimenticato che il tram ha comportato benefici per la città, sia in termini di inquinamento sia di tempi di percorrenza». L'idea di chiudere via Giustiniani al traffico per "ricucire" il quartiere ospedaliere che impatto potrebbe avere sul trasporto pubblico? «Sono decisioni che spettano agli assessori competenti». Spera in una conferma? «Ho dato la mia disponibilità, sono un tecnico e non un politico. Sono arrivato a Telerete dopo aver contribuito a fondare e ad amministrare una società come Est Capital. Eccetto il no alla fusione non ho rimpianti. Detto questo credo che un avvicendamento sia oramai scontato».