Sei milioni per tenere in vita il Padova

PADOVA Qual è lo scenario che attende il Padova? La vita o la morte, sportiva, della società di viale Rocco passa inevitabilmente dalle dimensioni di un passivo pesante. Per l'iscrizione al campionato di Lega Pro servono soldi, tanti: non solo i 600 mila della fidejussione per l'iscrizione, ma anche tutti quelli che permetterebbero di risanare il debito sin qui acquisito. Perché senza liquidità che possano riportare in pari il bilancio, il futuro è segnato: niente iscrizione al campionato, e fallimento praticamente scontato. Per salvare il Padova, oggi, servono poco meno di 6 milioni di euro, e c'è da chiedersi chi potrebbe essere in grado di tirarli fuori se non Marcello Cestaro. Ne basterebbero molti di meno, a dirla tutta, per permettere alle pratiche d'iscrizione al campionato di andare a buon fine, ma sarebbe un palliativo per nulla in grado di garantire un futuro all'ultracentenaria società biancoscudata. Stando a quelle che sono le normative federali, infatti, l'iscrizione al campionato è concessa all'atto dei pagamenti dei debiti sportivi: stipendi dei giocatori e dello staff, e relativi contributi. Se questi sono saldati la squadra si iscrive, anche se i debiti extra-sportivi dovessero rimanere in piedi. Il problema è che con i creditori alla porta lo spettro del fallimento è sempre nell'aria: se il Padova vuole salvarsi ha bisogno di soldi, tanti. A cominciare dai contributi (relativi ai mesi di gennaio e febbraio) ancora da saldare, gli stessi per i quali la società è stata deferita dalla Procura Federale su indicazione della Co.vi.so.c. poche settimane fa: circa due milioni di euro, tra contributi Enpals, ritenute Irpef e pagamento dell'Iva. Cui si vanno ad aggiungere gli stipendi dei mesi di marzo e aprile, teoricamente da saldare entro lo scorso 25 giugno ma tutt'ora non versati: la cifra oscilla tra 1,6 e 1,7 milioni di euro, ma ci sono altri 900 mila euro relativi agli stipendi dei mesi di maggio e giugno (inferiori al bimestre precedente, visto il termine della stagione agonistica) da versare a giocatori e staff. Più 300mila euro di spese arretrate di gestione dello stadio Euganeo, 600 mila di fidejussione, 50-60 mila nei confronti dell'Euganea Servizi, 65 mila euro ancora da saldare all'Hotel Bristol Buja e i restanti saldi – non meglio precisati ma, sembra, entrambi superiori ai 100 mila euro – nei confronti dell'avvocato Grassani e dell'Assist, la società che si è occupata del servizio di sicurezza in occasione delle partite casalinghe: il totale ammonta a poco più di 5 milioni e mezzo di euro. Le soluzioni possibili? Se Cestaro ripianerà i debiti (anticipando i soldi delle sponsorizzazioni), a quel punto sarà molto più facile che intervenga la cordata di cinque imprenditori guidata da Polito, che ha già garantito la possibilità di coprire i costi della prossima stagione. Viceversa, bisognerà inventarsi qualcosa: attraverso la rateizzazione del debito, per esempio, che ha permesso al Vicenza Calcio, schiacciato da 15 milioni di passivo, di rimanere in vita. Francesco Cocchiglia