Dimezzati i fondi per i centri antiviolenza

PADOVA «Appena un anno fa è stata approvata la legge 5 del 2013 "Interventi regionali per prevenire e contrastare la violenza contro le donne". Soltanto un anno dopo i fondi messi a disposizione passano da 400 mila euro a 200 mila. Un dimezzamento inaccettabile, che non tiene conto dei dati di realtà e che rischia di lasciare centinaia di donne sole di fronte alle minacce, ai soprusi, alle aggressioni». La denuncia arriva da Alessandra Stivali, della segreteria Cgil di Padova, che lancia un appello al presidente della giunta regionale Luca Zaia e all'assessore Marialuisa Coppola: «Occorre la mobilitazione di tutti», afferma Stivali, «per convincerli a tornare sui loro passi e a confermare almeno i fondi stanziati nel 2013. Altrimenti sarà impossibile difendere le vittime e verrà lasciato campo libero ai violenti». Le cifre, d'altra parte, stanno a ricordare che l'emergenza è tutt'altro che finita. «I numeri della violenza sulle donne nella nostra regione», ricorda Stivali, « sono preoccupanti e in crescita: nel 2013 sono stati quattro i femminicidi; 1269 donne sono state accolte nei centri antiviolenza. Lo scenario in cui avvengono le aggressioni non è più solo quello familiare; sono sempre più frequenti i casi registrati sui luoghi di lavoro. Una situazione sempre più grave che dovrebbe indurre le istituzioni e la società civile a un impegno sempre maggiore per contrastare questo fenomeno. Ma mentre le associazioni di volontariato e le organizzazioni sociali sono in prima linea, l'istituzione regionale si sta muovendo nella direzione sbagliata, o quanto meno in maniera contraddittoria». Va ricordato che, in base all'articolo 1 della legge 5/2013, la Regione promuove la realizzazione e il miglioramento strutturale di centri antiviolenza, di case rifugio e di case di secondo livello per donne vittime di violenza. L'articolo 5 stabilisce inoltre la gratuità dei servizi offerti da queste strutture e che sia gratuito pure il soggiorno accordato alle donne e ai loro figli, fino a un massimo di 12 0 giorni. Difficile garantire tutto con 200 mila euro l'anno.