La protesta dei commercianti: «Vogliamo i fuochi a Ferragosto»

È compatta la protesta degli esercenti e dei commercianti di Prato della Valle contro la scelta della nuova giunta Bitonci di non effettuare più i tradizionali fuochi d'artificio nella serata di Ferragosto. Anche il presidente dell'Ascom, Patrizio Bertin, sta cercando di convincere il primo cittadino a rispettare la tradizione. E ha già comunicato i nomi dei fuochisti disposti ad effettuarli a un prezzo inferiore rispetto al passato. Tuttavia la decisione della giunta sembra irrevocabile per la necessità di limitare la spesa comunale (nel 2013 i fuochi sono costati 40 mila euro) e per soddisfare le richieste degli animalisti, in prima fila Lav ed Enpa. E proprio ieri a Palazzo Moroni è arrivato un comunicato, firmato dalla segreteria Enpa, che giudica la scelta della nuova giunta «finalmente un segnale d'intelligenza e di civiltà»: da anni gli animalisti invitavano i sindaci in carica a sospendere i fuochi perché provocavano fughe ed incidenti vari ai cani. Il sindaco Bitonci, nel modificare il piano finanziario e l'organizzazione dei fuochi con l'alternativa di una cascata di luci silenziosa, non fa altro che ripetere il progetto messo in campo in altre città. Un esempio: il 24 giugno a Torino (sindaco il democratico Piero Fassino) non c'erano i tre botti pesanti d'inizio e fine spettacolo durante i fuochi in occasione della Festa di San Giovanni. E tutte le figure geometriche multicolor in cielo sono state realizzate con il silenziatore. Eppure non sono mancati gli applausi. Ma a Padova baristi e ristoratori del Prà non intendono rinunciare a uno degli eventi più spettacolari, entrato a far parte della storia dei padovani, abituati ad affollare, a Ferragosto, la piazza più grande d'Italia. Felice Paduano