Zaia: «È una vicenda che fa inorridire»

MONSELICE «Se quello che ho letto sul mattino di Padova è tutto vero, allora, lo dirò chiaro e tondo, c'è proprio da inorridire». Al telefono, dalla capitale, il governatore del Veneto Luca Zaia (nella foto) non usa mezzi termini per dedfinire la vicenda che ha visto la ventenne Veronica Rizzo, di Conselve, attendere in un bagno assistito dell'ospedale di Monselice il recupero della mobilità delle gambe, dopo l'anestesia, in seguito a un intervento chirurgico. Ma è tutto vero, presidente Zaia: a corredo dell'articolo c'è pure la foto della ragazza. «Ho subito chiesto al direttore generale dell'Usl di farmi avere una relazione dettagliata della vicenda. Io l'ho sempre detto: nel campo dell'assistenza sanitaria mi schiero pregiudizialmente dalla parte del cittadino, faccio verifiche in prima persona e chiedo sempre informazioni alle strutture sanitarie deputate. Assicuro che quest'episodio, così come appare dalle pagine del giornale, non rappresenta di sicuro la qualità della sanità veneta». Presidente Zaia, risulta che l'intervento chirurgico in day hospital fosse programmato. «Beh, bisogna capire se per caso martedì all'ospedale di Monselice c'è stata un'emergenza che ha determinato questa situazione incresciosa. Però, il bagno è davvero l'ultimo posto in cui si può piazzare, sia pure temporaneamente, una persona ricoverata in ospedale». (c.bac.)