«Weber? Io parlo con la Merkel»

ROMA «Iniziamo a mettere i puntini sulle "i". Noi siamo contribuenti attivi nella Ue, dobbiamo essere credibili, non siamo l'ultima ruota del carro». Finito il suo discorso all'Europarlamento il premier Matteo Renzi vola di corsa a Roma per partecipare alla trasmissione "Porta a Porta". E torna nuovamente a difendersi dagli attacchi dei rigoristi dell'Euro. «Stop alle lezioncine, noi le regole le rispettiamo, è stata la Germania che aveva sforato noi no: noi - ha ribadito - non andiamo con il cappello in mano. Abbiamo detto con chiarezza che non sforiamo le regole, ma chiediamo di essere messi nelle condizioni di fare le cose normali». Renzi non sembra preoccupato dall'attacco del popolare tedesco Weber sulla flessibilità che aveva fatto minacciare il capogruppo del partito socialista europeo Gianni Pittella di togliere il sostegno a Juncker, designato prossimo presidente della Commissione Ue. «Questi importanti dirigenti di alcuni paesi, in Italia vengono considerati la Bibbia ma io faccio riferimento al rapporto con la Merkel, un rapporto buono in cui ci parliamo in modo chiaro». Quindi nessun problema su Juncker? «È stato Juncker - ricorda - ad aver detto che voleva gli Eurobond». Il premier ribadisce che il nostro paese, in Europa, è un contribuente netto, cioè che mette più soldi di quanti ne riceve. «Siamo dalla parte dei salvatori dell'Europa, abbiamo messo dei soldi». Renzi si occupa anche delle questioni economiche italiane: «Se facciamo la nostra parte, se facciamo l'Italia, questo Paese lo portano fuori dalle secche e in Europa andiamo a farci sentire. Mi sono messo in testa di provare a cambiare questo Paese insieme ai milioni di elettori, non ho paura di qualche insulto o dei morsi dei garanti e dei custodi dell'ortodossia». Il premier si dice ottimista sulle prove che lo attendono, in Europa come in Italia: «Sono convinto di farcela: è iniziato il percorso di revisione dello Stato, stiamo votando la riforma costituzionale, ci sono investitori che vogliono venire in Italia». Ma perché «tutto questo vada in porto c'è bisogno di un lavoro paziente, quotidiano. Ce la facciamo, siamo noi che manchiamo di autostima». Sulle tasse non fa promesse perché, dice, «non sono in condizione di farlo». Crede però che la misura sugli 80 euro «avrà effetti molto forti nei prossimi mesi. Sono molto ottimista sui risultati, poi bisognerà pensare ai pensionati».