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Antonio Ievolella, scultore padovano d'adozione (si trasferì nel 1978 da Benevento), autore della monumentale opera "I giardiani della dormiente" nel cimitero di Rio di Ponte San Nicolò, protagonista di una mostra nella chiesa, appena ristrutturata, di Santa Maria Incoronata a Napoli. L'esposizione (apre il 4 luglio) si compone di due grandi sculture, le ghirbe (in foto) , da cui prende il titolo la mostra ("Ghirba"), realizzate su una struttura in acciaio corten ricoperta da riquadri di lamiera. Numerosi i significati simbolici delle sculture: la forma arrotondata degli otri richiama il ventre materno, con riferimento alla madre di Cristo, alla quale è dedicata la chiesa dell'Incoronata; l'acqua contenuta negli otri è simbolo di vita ma anche fonte di speranza e testimonianza di una storia in divenire; l'otre (la ghirba) rappresenta la vita, poiché custodiva il bene più prezioso per la sopravvivenza del pellegrino come del pastore, del contadino come del soldato, e non a caso la parola ghirba, di origine africana, durante la Grande Guerra entrò nel gergo dei militari italiani assumendo il significato metaforico di vita.