Tornano a chiamarsi "Feste dell'Unità" In Prato sarà Futura

di Simonetta Zanetti Tornano le Feste dell'Unità. Ora che Matteo Renzi ha sdoganato il brand del fu Pci, anche Padova può tornare a esibire senza falsi pudori l'orgoglio della tradizione che negli ultimi anni era stato mascherato con nomi intenzionalmente più inclusivi. Una dozzina le rassegne estive organizzate sul territorio provinciale (con Limena già conclusa e Merlara agli sgoccioli), di cui due sole in città (Armistizio il 13 luglio e Torre&Mortise; dal 31); nel mezzo, o quasi, la festa provinciale, in programma dal 30 agosto al 15 settembre, sempre in città. "Bentornato futuro" il titolo pensato nell'ennesimo tentativo di saldare passato e presente prima che il premier si esprimesse a favore delle Feste dell'Unità. «Ormai ci eravamo già mossi - rivela il segretario provinciale del Pd Massimo Bettin - quindi, a parte Anguillara che è ancora in tempo per cambiare il nome, quest'anno andiamo avanti così, anche se troveremo senza dubbio il modo di accogliere in modo visibile gli input lanciati da Renzi. Il segretario ha dimostrato ancora una volta la sua intelligenza nel rilevare la centralità del momento di popolo all'interno della nostra esperienza. Il consenso, infatti, va trovato nel territorio e questi appuntamenti sono ancora uno dei modi per raccoglierlo, senza contare l'importanza di utilizzare un termine di grande bellezza come "unità", il cui valore va recepito anche a Padova». Un'organizzazione che coinvolge centinaia di volontari per allestire feste in cui, complessivamente, transitano circa 100 mila persone l'anno attratte da spettacoli, incontri, musica e ristorazione «resta il nostro modo per autofinanziarci in maniera trasparente» chiarisce Bettin «è un momento in cui siamo tutti uguali e ti può capitare di farti servire il caffè da un parlamentare». L'appuntamento principe resta "Futura", la festa che lo scorso anno in Prato ha attratto decine di migliaia di persone durante l'estate: «L'intenzione è riproporre le stesse modalità - prosegue Bettin - per questo abbiamo già chiesto gli spazi al Comune. Essendo una festa che si svolge all'insegna della legalità e del rispetto delle regole, mi auguro, anzi sono convinto, che ci verranno concessi. Sono momenti di fatica collettiva, coesione, apertura e dibattito anche con l'esterno. Quest'anno parleremo di temi particolarmente attuali, come l'Europa, dal risultato del Pd all'importanza di non chiudersi, ma anche di Veneto 2015, con progetti e idee per una Regione che vuole cambiare e, infine, passerà anche da qui il percorso organizzativo e politico dopo la sconfitta alle comunali».