Renzi: «L'Europa un luogo di speranza»

di Lorenzo Robustelli wBRUXELLES Ancora poche ore e si va in scena, davvero in primo piano. Domani parte con una cerimonia a Roma il semestre di presidenza di turno italiana dell'Unione europea, che durerà fino al 31 dicembre. Oggi ci sarà un consiglio dei ministri che, all'ordine del giorno, non ha temi che riguardino il semestre ma, come si dice, "fuori sacco" avrà due discussioni di grande rilievo: l'affinamento del discorso che il presidente del Consiglio Matteo Renzi terrà davanti al Parlamento europeo martedì pomeriggio e la decisione sul che fare con il commissario italiano, visto che Antonio Tajani, l'attuale commissario all'Industria, da oggi lascerà perché ha optato per il posto di deputato europeo al quale è stato eletto nelle liste di Forza Italia. Gli appuntamenti arriveranno a decine nei prossimi mesi, anche se quello italiano è definito il semestre "corto" perché in mezzo c'è agosto e alla fine le vacanze di Natale. Sarà però un semestre decisivo, «che segnerà i prossimi cinque anni di legislatura», sottolinea Renzi. Sarà un semestre molto politico, con pochi passaggi legislativi perché il Parlamento si è appena insediato ma la Commissione, l'organo che ha il potere di iniziativa legislativa, è in via di scioglimento e la nuova prenderà le sue funzioni solo all'inizio di novembre. Dunque in questi mesi si dovrà arricchire e dettagliare quel programma di lavoro per il quinquennio che Renzi e i leader della sinistra europea sono già riusciti a far approvare alle cancellerie (per la prima volta nella storia dell'Ue) contestualmente all'indicazione di Jean-Claude Juncker come nuovo capo della Commissione europea (al quale ieri sono arrivati gli auguri di buon lavoro dal suo "nemico" britannico David Cameron che si è detto pronto a lavorare «per un'Europa più competitiva e flessibile»). «Non provate un brivido pensando di essere chiamati oggi a realizzare quel sogno degli Stati Uniti d'Europa, avuto da quella generazione che nelle macerie del dopoguerra iniziò la creazione di un nuovo soggetto?». In un breve messaggio postato sul sito provvisorio della presidenza italiana dell'Ue (quello definitivo sarà lanciato contestualmente alla presentazione che Renzi farà a Strasburgo) il presidente del Consiglio lancia un messaggio da subito impegnativo, che va molto, ma molto oltre i desideri di tanti altri leader europei conservatori (e non) come il britannico David Cameron, l'ungherese Viktor Orban, ma anche dei colleghi olandesi e diciamo la verità anche molto più lontano di quanto immaginino di andare i francesi. È un messaggio impegnativo, difficile, una sfida, ma una sfida, dice il premier necessaria, perché «il tema dell'Europa – aggiunge il messaggio - è dire ai nostri figli, noi che siamo la generazione Erasmus, che è possibile che l'Europa oggi sia il luogo in cui è possibile la speranza». Oggi dunque il governo deciderà se sostituire subito Tajani con il commissario definitivo, se lasciare il posto vuoto per quattro mesi o se mettere, un "tecnico", come dice Renzi. È probabile che il posto resti vuoto ancora per un po', se il premier pensa che nel Consiglio europeo convocato per il prossimo 16 luglio, subito dopo il voto del Parlamento su Juncker, si possa trovare, come è in programma, un accordo complessivo sulla divisione degli incarichi nella nuova Commissione. In questo caso tanto varrebbe aspettare, notano alcuni, e nominare dopo il 16 la persona che, dal primo novembre, occuperà la casella assegnata all'Italia assumendo nel contempo le funzioni che erano di Tajani, saltando la fase "tecnica". Se invece Renzi già sa che casella avrà e chi metterci potrebbe deciderlo già oggi. Da domani si entra nel vivo. Il Parlamento, alle 10 del mattino, inizierà le votazioni per il nuovo presidente. I gruppi socialista, liberale e popolare sono d'accordo sul votare il socialdemocratico tedesco Martin Schulz, presidente uscente, e dunque se non alle prime due votazioni, dove il quorum è più alto passerà di sicuro. Il che vuol dire che Gianni Pittella diventerà, come previsto, presidente del gruppo del centrosinistra S&D;, il secondo del Parlamento, assumendo una carica di grande prestigio (e potere) che tocca all'Italia anche in quanto maggiore forza politica del gruppo. lorenzo@robustelli.eu ©RIPRODUZIONE RISERVATA