«La gestione dei rifiuti affidata mediante gara»

PADOVA Pubblico o privato? La diatriba non è da poco, ma un punto fermo c'è: la libera concorrenza fa bene al mercato e ai cittadini. Ieri, nella sede di Confindustria Padova, sono andati in scena gli «Stati generali della concorrenza e del libero mercato nei servizi pubblici di gestione dei rifiuti». Un convegno «epocale», dicono i più, che ha elaborato proposte per un cambiamento. Dodici punti, ora sul tavolo del commissario alla spending review Carlo Cottarelli, in cui Confindustria chiede, tra le altre azioni: l'introduzione della gara per l'affidamento dei servizi pubblici locali, l'individuazione di ambiti territoriali ottimali, il divieto di ricapitalizzazione dopo tre bilanci in rosso per le partecipate, con assoggettamento al fallimento come un privato. Lunedì le competenze dovrebbero passare ai Consigli di bacino, non ancora istituiti. Quindi, ai prefetti, in attesa della formazione di questi enti, «il cui compito sarà valutare le gestioni in essere secondo i principi concorrenza», spiega il giurista Jacopo Bercelli, che sottolinea come l'effetto-referendum sull'acqua pubblica abbia portato molti Comuni «a venir meno al libero mercato, privilegiando l'in-house» che invece «va utilizzato dopo un'istruttoria basata su indagini di mercato». Ben il 90% del Veneto è gestito in house. Con solo quattro casi di affidamento per gara: nei comuni vicentini di Mason-Molvena-Pianezze; in provincia di Belluno; ad Albignasego; nel Consorzio Padova Sud. Per capire: la media in gara è di 72,9 euro a cittadino, in house: 102,6. Oltre 10 mila le società pubbliche con un 63% che opera in servizi non pubblici come bed and breakfast e perdite per 1,8 miliardi. Pochi i privati nel business: Franco Bonesso, vicepresidente Anciveneto, parla di una media di partecipazione dell'1,5 nelle gare attuate. Una situazione «a rischio cartello». Ma il presidente veneto di Confindustria Roberto Zuccato, intervenuto al convegno con il delegato all'Ambiente Vincenzo Marinese, non ci sta: «Se vogliamo un Paese nuovo, servono regole nuove senza situazioni di privilegio. Dobbiamo muoverci per cambiare l'Italia nella partecipazione pubblica delle imprese. Per ripartire serve concorrenza». La giunta regionale ha già individuato dodici ambiti che per il consigliere Diego Bottacin «sono ritagliati ad hoc sulle aziende di gestione, ma i dati ci dicono che con la gara Padova Sud ha portato le tariffe a -35%». Eleonora Vallin