Aggredita alle spalle e massacrata a sprangate

Si è allontanato da casa più di 48 ore fa senza dire nulla a nessuno. Ha raggiunto la stazione ferroviaria di Cittadella ed è salito sul primo treno diretto a Padova. Da quel momento, di Nereo Bertoncello Brotto (nella foto) si sono perse le tracce. È stata la famiglia a lanciare l'allarme e a denunciare la scomparsa del cinquantasettenne ai carabinieri della stazione di Cittadella. Gli uomini del maresciallo Giommaria Fiori si sono messi subito al lavoro, scoprendo che il cittadellese era stato visto per l'ultima volta proprio lunedì mattina. Secondo quanto riferito da alcuni testimoni, sembra che Bertoncello Brotto – afflitto da disturbi di salute – avesse manifestato la volontà di dirigersi a Roma; di fatto, però, l'uomo è salito sul primo convoglio diretto a Padova. La famiglia attende con ansia che Nereo faccia ritorno a casa e prega chiunque lo avesse visto di segnalarlo contattando i carabinieri di Cittadella allo 049.9488000. (s.b.) di Matteo Bernardini wVIGONZA Oggi il pubblico ministero di Vicenza Silvia Golin attende il deposito della perizia effettuata dall'anatomopatologo dell'Istituto di medicina legale di Padova, Massimo Montisci, sul corpo di Federica Giacomini (l'ex attrice hard Ginevra Hollander) ripescato una settimana fa a Castelletto Brenzone (Vr) nelle acque del lago di Garda. La 43enne ex pornostar sarebbe stata gettata nel punto più profondo del lago dal suo ex compagno, il 55enne Franco Mossoni attualmente l'unico indagato per l'omicidio della donna di Vigonza. Sulle modalità del delitto stanno emergendo nuovi particolari. Federica Giacomini è stata sistemata nella cassa (poi immersa nel Garda) a pancia in giù, avvolta da panni e nastro adesivo, con un braccio piegato sopra la testa. Le modalità in cui è stata chiusa nella "bara", secondo l'avvocato Paolo Mele (che rappresenta i genitori della 43enne di Vigonza) potrebbero far propendere per la premeditazione del delitto. Perché la "sepoltura" affrettata (avvenuta in presenza del rigor mortis, come testimonierebbe quel braccio rimasto piegato) significherebbe che l'assassino di Federica avrebbe realizzato il contenitore in cui poi è stata riposta ben prima della sua uccisione. L'omicidio sarebbe stato compiuto sferrandole diversi colpi alla testa. Uno, in particolare, ha ferito Federica nella parte posteriore destra della nuca. Una ferita lacerocontusa che si propaga sino alla tempia. Questo significherebbe che l'assassino l'avrebbe presa alle spalle, quasi sicuramente all'improvviso, non lasciando alla donna alcuna possibilità di difesa. Una volta a terra, il suo aggressore si sarebbe avventato su di lei sferrandole altri colpi al capo, tanto da fracassarle il cranio. L'unico indagato per l'omicidio di Federica Giacomini, il bresciano Mossoni, oggi si trova ricoverato all'ospedale psichiatrico giudiziale di Reggio Emilia. E dice di non ricordare nulla del periodo precedente la scomparsa della sua ex compagna. ©RIPRODUZIONE RISERVATA