I ragazzi dei Navigli Delusione mondiale annegata nello spritz

I Navigli di zona Portello sono stati cornice speciale per la partita Italia-Uruguay. Ogni bar si è attrezzato con un maxi (più o meno) schermo, che ha raccolto davanti a sé una folla di studenti universitari: terminate le lezioni nei vari dipartimenti, hanno scelto di bere una birra o uno spritz soffrendo davanti ad una partita tesa e nervosa. Fra loro anche qualche anziano, rigorosamente seduto con visione comoda; qualche donna con passeggino al seguito e bimbo incuriosito dalla folla, attenta alle azioni dei giocatori. L'interesse generale per la partita è discontinuo: non c'è il silenzio delle partite topiche ma una sorta di curiosità che si legge dipinta nei volti degli spettatori che si lasciano andare a qualche chiacchiera fuori tema. A contribuire alla leggerezza di quest'ora e mezza mondiale alcune ragazze che hanno distribuito preservativi di una nota marca. «Tira, tira, tiraaaaaaaa» si sente urlare, in occasione delle (poche) azioni. Gran tifo hanno scatenato anche le spettacolari parate di Buffon. A qualcuno scappa un'imprecazione. Tra i personaggi più particolari, tolto chi ha sfidato il caldo indossando il Tricolore, una ragazza asiatica che, evidentemente ben integrata, si è dipinta la bandiera sulle guance. Nell'intervallo sembra di essere alla ricreazione in una scuola elementare: si rompono le righe e si va, ordinati, a prendere l'ennesimo spritz o birra. Il secondo tempo riparte e scorre lento. C'è che si distrae consultando chissà cosa sul proprio smartphone, chi fuma nervosamente e chi dice «io sono venuto qui solo a bere una birretta, la partita proprio non mi interessa». Non solo tifosi dunque davanti agli schermi. Un bimbo biondo urla come un ossesso cercando di tirare a sé la bottiglia di birra della madre, ma le sue grida si confondono con gli applausi che accompagnano le rare azioni dell'Italia. «Lenti, siamo troppo lenti», sbotta un ragazzo con la barba, esasperato. Lo sdegno trova espressione vivace nel morso di Suárez a Chiellini e nel gol dell'Uruguay: le mani vanno al volto, «non è possibile». Cinque minuti di recupero: c'è chi non regge la tensione e morde la bandiera. Ed ecco il fischio dell'arbitro: la folla di disperde, può ricominciare la solita estate padovana. Annalisa Celeghin