Maturità, è passata la paura del quizzone

Ultimo scritto per l'esame di stato: ieri mattina gli studenti padovani hanno affrontato la temutissima terza prova, un quizzone su un massimo di cinque materie in cui possono entrare esercizi, elaborati sintetici, domande più specifiche o questionari a risposte multiple. A differenza della prime due, la terza prova non viene predisposta dal ministero dell'Istruzione, ma è frutto del lavoro svoltop dalle singole commissioni d'esame. Terza prova la più temuta. Per la maggior parte dei "quasi maturi" si tratta della prova che incute più timore, almeno prima dell'orale: in fondo, è opinione comune che il tema offra sempre qualche possibilità di salvezza, e anche la materia di indirizzo è quella su cui, in teoria, gli studenti dovrebbero aver acquisito più competenza. La terza prova, invece, è un salto nel vuoto. Le domande possono riguardare tutti gli argomenti affrontati nel corso dell'anno, e questa consapevolezza sembra causare le peggiori tremarelle. A mettere in difficoltà gli studenti sembra sia stato anche il tempo ridotto che aveva a disposizione: solo tre ore, a fronte delle sei che caratterizzano i primi due scritti. Artistici: la seconda prova. Fanno eccezione al calendario generale i licei artistici: per loro si è conclusa ieri la seconda prova, che dura complessivamente 18 ore, suddivise in tre giorni di lavoro. Quest'anno hanno dovuto realizzare un progetto pittorico: la decorazione di un ospedale pediatrico. È stata una vera maratona, pesante anche da un punto di vista fisico «è stata una fatica fisica e mentale» spiega Angelica Martignon, del Modigliani «perché non siamo abituati a lavorare per sei ore consecutive sullo stesso progetto, in genere sono al massimo due, poi si cambia materia. In più» aggiunge «avevamo a disposizione degli sgabelli da architettura, che non sono certamente i più comodi». I ragazzi del Modigliani affronteranno domani la terza prova, mentre gli orali partiranno da venerdì. Domani orali, per quasi tutti. In tutte le altre scuole, domani si apriranno le discussioni delle tesine, ultimissimo passo prima di lasciare per sempre le superiori. Gli studenti hanno realizzato una mini-tesi o una mappa concettuale, da cui prenderanno il via per l'esposizione. Le domande dei docenti e del commissario esterno possono riguardare l'intero programma, ma gli insegnanti rassicurano: «le tesine sono utili anche a noi» spiega la preside del Tito Livio, Aurora Scala «per capire quali argomenti rappresentano i punti di forza del candidato, e quindi venirgli incontro dandogli la possibilità di esprimersi al meglio». Consigli per mantenere la calma. In vista dei colloqui, sul web impazzano i suggerimenti per affrontarli al meglio: la parola d'ordine, secondo skuola.net, è "rilassarsi". Non è una novità che una mente ben riposata funziona meglio, e i consigli più semplici rimangono i più sensati: dormire quanto basta, mangiare sano, e tenere a mente l'obiettivo, che è il primo passo per raggiungerlo. (s.q.)