I destini incrociati di Ciro e Mario i bomber azzurri

di Alessandro Bernini wINVIATO A BELO HORIZONTE «Ma chi gioca nell'Italia?». I giornalisti uruguaiani si aggirano un po' perplessi, vorrebbero scrivere della formazione azzurra e cercano risposte. Tranquilli non siete i soli. «Balotelli? Immobile? Together?». Può essere ma non è così scontato, anche perché solo pochi giorni fa Prandelli disse testualmente «sarebbe una scelta forzata». Ora che il ct ci sta pensando davvero, colpisce saperli insieme là davanti due ragazzi così diversi. Bresciano e napoletano. Il tifoso occasionale, quello che sa poco della storia dei calciatori azzurri, farebbe fatica a credere che Mario Balotelli è bresciano (seppur nato a Palermo) e Ciro Immobile è napoletano di Torre Annunziata. Così esuberante Mario, così riservato Ciro. Caratteri opposti, uno che non riesce a non far parlare di sé, l'altro che conquista i riflettori solo per ciò che fa in campo. Eppure hanno entrambi 24 anni, anche se il talento (di ogni tipo…) di Balotelli è sbocciato prima. I matrimoni. Forse lo specchio dei loro mondi così opposti sta nella vita sentimentale. Quella di Balotelli sembra una puntata del Grande Fratello, con Alfonso Signorini che conduce. La storia con Raffaella Fico, il riconoscimento della figlia Pia tra veleni e tribunali, il tira e molla con Fanny, l'annuncio del matrimonio via Twitter a quei pochi intimi che lo seguono ovvero 2.501.618. Chissà se li inviterà tutti al pranzo di nozze. Ciro Immobile invece si è sposato un mese fa, il 23 maggio, con Jessica Malena, ragazza lontana dal mondo delle starlette, conosciuta a Pescara quando Ciro giocava alla corte di Zeman. Una cerimonia sobria nella piccola chiesa di San Camillo de Lellis a Bucchianico, un comune di 6.000 abitanti in provincia di Chieti, con damigella d'onore naturalmente la loro piccola Michela . Rap e tatuaggi. Poi è chiaro che, a 24 anni, ci sono anche passioni simili. Nel ritiro ad esempio li vedi spesso con le cuffie e la testa un po' sconnessa dal mondo che segue il ritmo. Il ritmo del rap. Mario va pazzo per Emis Killa, Ciro adora Rocco Hunt. Leggi i nomi e immagini stelle del rap americano, roba underground. Macché. Uno si chiama Emiliano Giambelli ed è nato a Vimercate, l'altro si chiama Rocco Pagliarulo ed è nato a Salerno… Eloquenti invece i loro tatuaggi. Immobile ne ha cinque, tutti piccoli, ad esempio un cuore sulla spalla con le iniziali dei genitori e del fratello e un altro col bacio della mamma. Anche Balotelli ne ha uno molto sobrio: una bella scritta sul petto «Io sono la punizione di Dio. Se tu non avessi commesso gravi peccati Dio non ti avrebbe mandato una punizione come me». Mah… Quando l'inter lo scartò. Curiosa una storia che pochi conoscono e che per certi versi unisce il passato e anche i destini di Balotelli e Immobile. È l'estate del 2008, Ciro Immobile ha 18 anni, gioca nelle giovanili del Sorrento. Su di lui mettono gli occhi diversi club maggiori, tra cui l'Inter. L'allora presidente del Sorrento, Antonino Castellano, incontra i dirigenti dell'Inter all'hotel Costabriga di Gallipoli, ci sono Beppe Baresi e Piero Ausilio. Due chiacchiere poi la richiesta di Castellano: «Per Immobile voglio 80mila euro». Baresi e Ausilio nicchiano, poi ringraziano e se ne vanno rispondendo «abbiamo già Balotelli della stessa età e Dell'Agnello ». Un Dell'Agnello che poi sarà ceduto al Livorno e che quest'anno ha giocato in Prima divisione nell' Alto Adige. Fatto sta che pochi giorni dopo Castellano incontra i dirigenti della Juve, c'è anche Ciro Ferrara, e in poco l'affare si chiude: 80mila euro al Sorrento e il cartellino di Ciro finisce alla Juve. 80mila euro, e ora è stato venduto a oltre 19milioni. ©RIPRODUZIONE RISERVATA