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TREVISO «Il governo Renzi in quattro mesi non poteva fare miracoli, ma ha fatto alcune cose buone. A sottolinearlo, intervenendo all'assemblea di Unindustria Treviso, è stato Giorgio Squinzi, il presidente di Confindustria. «In quattro mesi non si possono fare miracoli. Alcune cose fatte sono buone, si pensi solo alle 3.100 domande sulla Legge Sabatini», ha detto Squinzi. «Posso testimoniare l'orgoglio di rappresentare un sistema di 250 mila imprese e sei milioni di lavoratori che sono la parte sana del Paese, che lo ha mantenuto in piedi in una crisi devastante. Abbiamo perso il 25% dei volumi di produzione, distrutto il 15% della nostra capacità produttiva, il 9% del Pil ma siamo il nocciolo duro del Paese, che gli consente di resistere e fa avere una prospettiva del futuro. Solo da noi può arrivare la ripresa», ha sottolineato Squinzi. Il numero uno di Viale Dell'Astronomia non ha voluto incontrare la stampa: si è limitato a partecipare al dibattito organizzato sul palco dell'assemblea, dove ha sottolineato i problemi derivanti dall'instabilità politica: «In 25 mesi di presidenza ho dovuto colloquiare con tre governi diversi, tocca sempre ricominciare daccapo e non è facile. Bisogna dare continuità al sistema. Abbiamo bisogno di riforme che diano stabilità, e di fare quelle cose che ci permettono di crescere». Giorgio Squinzi ha toccato anche il tema delle riforme: «Le riforme in questo Paese sono un po' come gli antibiotici, che vanno dati perché si possa svoltare e ripartire, ma le vitamine per crescere possono venire solo dalle imprese. Gli imprenditori sono pronti a recitare il loro ruolo, abbiamo in questo momento storico il dovere, l'onere e l'onore di essere classe dirigente e dare un contributo in questa direzione, anche perché c'è un legame molto stretto tra crescita economica e democrazia. Dobbiamo porci l'obiettivo di avere più democrazia». «Ieri c'è stato un primo blocco di provvedimenti, ci sono cose interessanti, non tutto quel che avevamo chiesto, ma può andare», è il commento del presidente di Confindustria a proposito del pacchetto fiscale approvato venerdì dal Governo, «Ci sono enormi aspettative di una revisione del sistema fiscale, che è un sistema borbonico, sconfina nell'abuso del diritto fiscale. Alcuni dei punti approvati ieri sono alla base di questa revisione. Quel che spaventa gli investitori esteri è l'instabilità del sistema fiscale. Adesso spero che dalla revisione il cittadino veda il fisco come un'istituzione con cui dialogare e collaborare». (f.p.)