Biennale danza con prime mondiali

VENEZIA Si entra in punta di piedi nelle Corderie dell'Arsenale, in quegli spazi di mattoni e storia che stanno accogliendo proprio in questi giorni la 14ª Mostra Internazionale di Architettura diretta da Rem Koolhaas. Si scopre quasi subito che una delle novità di quest'edizione è la creazione intelligente di un'interdisciplinarietà tra le arti: tra le installazioni della Mostra di Architettura si muovono ballerini in prova, coreografi che esibiscono i segreti del loro processo creativo, mettendo a disposizione dei visitatori le prove dei loro spettacoli. Espongono il loro work in progress, la loro fase creativa, condividono risonanze ed elaborazioni. Si chiama Polis Corderie quest'unione di danza e architettura e potrebbe diventare il simbolo del 9° Festival Internazionale di Danza Contemporanea, che è stato presentato ieri e che durerà fino al 29 giugno. Polis Corderie raccoglie in sé tutte le caratteristiche della Biennale Danza 2014: la volontà di trasmettere il processo creativo, l'inclusione del contesto, l'attenzione alla città e ai suoi visitatori. Diretta da Virgilio Sieni, quest'edizione della Biennale Danza, resa possibile anche dal sostegno della Fondazione Prada, si intitola "Mondo novo. Gesto, luogo, comunità" e, nelle parole di Paolo Baratta, presidente della Biennale di Venezia, vuole essere un «festival pellegrinaggio, un luogo di affluenze e congruenze di energie». E di energie al servizio della polis ce ne sono molte. Tante, tantissime le proposte in cartellone che accolgono 45 eventi e più di 200 tra coreografi e danzatori divisi per sezioni. La sezione "Aperto" è un gioiello di prime mondiali con nomi di spicco del panorama coreutico internazionale: tra gli altri Saburo Teshigawara, Enzo Cosimi, Steve Paxton, Jonathan Burrows, Matteo Fargion, Laurent Chétouane, Roy Assaf, Christian Rizzo. Gli spettacoli di questa sezione andranno in scena ogni giorno indicativamente a partire dalle 20.30. Gli stessi artisti sono stati coinvolti anche in progetti di commissione -nelle sezioni intitolate Aura, Invenzioni e Prima Danza- da cui sono nate nuove creazioni pensate a Venezia e per la Biennale. Tra le tre sezioni particolarmente intrigante è Aura, dedicata al dialogo tra arte e pittura. Cinque coreografi ospiti del Festival (Michele di Stefano, Saburo Teshigawara, Laurent Chétouane, Jonathan Burrows, Jerome Bel), infatti, sono stati invitati da Sieni a creare performance inedite a partire da dettagli di opere d'arte. Gli spettacoli andranno in scena con diverse repliche da oggi fino alla fine del festival. In linea con la forte volontà di inclusione di Sieni, anche Biennale College si confronta con il contesto internazionale e presenta i cicli Vita Nova e Agorà. Il primo coinvolge giovanissimi danzatori, dai 10 ai 14 anni, con coreografi d'esperienza. Il secondo vede invece danzatori professionisti impegnati in una creazione nello spazio aperto dei campi di Venezia. Un progetto speciale, diretto e voluto da Sieni, è poi il Vangelo secondo Matteo, un ciclo di 27 quadri con 163 interpreti provenienti da diverse regioni d'Italia. L'intero ciclo verrà presentato dal 4 al 18 luglio in tre parti. Curioso anche ciò che avverrà a Campo S. Angelo dove è stato installato un boschetto artificiale nel quale Ramona Caia e Sara Sguotti faranno vivere personaggi fiabeschi. Info: www.labiennale.org Silvia Ferrari