Sanità, 810 mln ai fornitori Azzerati i debiti delle Ulss

di Filippo Tosatto wVENEZIA Un assegno da 810 milioni destinato alle imprese fornitrici della sanità veneta che da anni attendono il saldo dei crediti. «È la seconda tranche di pagamenti dei debiti pregressi delle nostre Ulss, questa somma sarà accreditata alle Aziende sanitarie entro giugno per essere immediatamente utilizzata a beneficio dei fornitori», fa sapere il governatore Luca Zaia «abbiamo firmato il contratto con il ministero dell'Economia e Finanze così da sbloccare le risorse e rispettare gli impegni che avevamo assunto». L'accordo in questione, siglato al Mef dal direttore generale dell'Area Sanità e Sociale Domenico Mantoan, consente alla Regione di contrarre un mutuo di 810 milioni che si aggiungono ai 777 già erogati, per un totale di 1,587 miliardi, che azzerano l'intera mole del debito accumulato fino al 31 marzo scorso. L'entità del prestito ministeriale, concesso ad un tasso agevolato annuale dell'1,4%, non è casuale ma corrisponde alla disponibilità finanziaria della Regione congelata presso la Tesoreria Unica dello Stato a garanzia del disavanzo pubblico nazionale. Una circostanza che indispettisce Zaia: «La soddisfazione per aver risposto alle sacrosante necessità dei nostri imprenditori e fornitori è grande, così come l'amarezza di aver dovuto subire il diktat di uno Stato sempre più banca e sempre meno vicino ai suoi cittadini, che ci ha costretto a contrarre di fatto un mutuo a titolo oneroso, dopo aver bloccato in tesoreria centrale i soldi veri del Veneto e dei veneti grazie alla tagliola del Patto di Stabilità. Con quei fondi avremmo pagato tutti senza chiedere un euro al Governo e invece siamo stati costretti a contrarre un debito. Ormai Roma con una mano ti blocca quello che hai e con l'altra ti prende tutto ciò che può, speculandoci sopra. Così non può andare avanti». «Avere onorato le promesse nei confronti dei fornitori è un motivo di vanto per la Regione», fa eco l'assessore alla sanità Luca Coletto «ma il sacrificio che abbiamo dovuto com piere deve essere l'ultimo. Nel nuovo Patto per la Salute, in corso di definizione, dovrà essere chiarissimo il concetto del chi rompe paga, così come non se ne farà nulla, per quanto ci riguarda, senza l'esplicito inserimento e l'immediata attivazione del criterio dei fabbisogni e costi standard. Non verseremo più un centesimo per premiare chi spreca». Tant'è. L'operazione ricapitalizza i bilanci delle aziende delle sanità e consente loro di sgravarsi da un decennale fardello debitorio, garantendo finalmente ai creditori il pagamento dovuto per la fornitura di beni e servizi. A beneficiarne, notano a Palazzo Balbi, saranno soprattutto le imprese di piccole dimensioni.