Responsabilità dei giudici, governo ko

di Gabriele Rizzardi wROMA Scivolone del governo e maggioranza in affanno sulla giustizia. L'esecutivo è stato infatti battuto per 7 voti su un emendamento del Carroccio alla legge comunitaria che introduce la responsabilità civile dei magistrati . Tutto accade alla Camera, dove il leghista Gianluca Pini mette in votazione, a scrutinio segreto, il suo emendamento che prevede pene più severe per i giudici in caso di errore e lo vede approvare con 187 sì e 180 no. Con moltissime assenze in aula, decisiva è stata l'astensione del Movimento 5 Stelle e di Sel, che erano contrari alla responsabilità diretta dei giudici ma hanno voluto mettere in difficoltà la maggioranza. Ma il colpo di grazia sarebbe arrivato da una quarantina di deputati del Pd che avrebbero approfittato del voto segreto per schierarsi con i partiti di centrodestra. Tutto vero? L'unico deputato dem disposto a dire come si è espresso in aula è Roberto Giachetti: «Ho votato sì alla responsabilità civile dei magistrati». Ma il capogruppo del Pd a Montecitorio, Roberto Speranza, non prende nemmeno in considerazione l'ipotesi che lo "sgambetto" a Renzi possa essere stato fatto dai suoi compagni di partito e punta il dito contro Forza Italia e Grillo: «È stato un colpo di mano del centrodestra con la complicità del M5S». E adesso, cosa accadrà? Matteo Renzi, che è ancora a Pechino, getta acqua sul fuoco e assicura che il problema sarà risolto a Palazzo Madama. «E' una tempesta in un bicchier d'acqua, il voto segreto è occasione di trappoloni, ma le reazioni che vedo sono esagerate. La norma sarà modificata a scrutinio palese in Senato» assicura il premier. Ma a non essere tranquillo è soprattutto il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, che chiede immediate modifiche . «L'emendamento che introduce la responsabilità diretta dei magistrati è un pasticcio che non aiuta ad affrontare seriamente il tema e per questo va rapidamente corretto» spiega il Guardasigilli, per il quale l'emendamento approvato «presenta dei profili di incostituzionalità». Sulla questione, che fa alzare la temperatura nella maggioranza, interviene anche Giorgio Napolitano. «La tutela dell'indipendenza assicurata al giudice dagli ordinamenti non rappresenta un mero privilegio, ma trova la sua ragione e il suo giusto bilanciamento nel rispetto da parte dei magistrati dei principi deontologici e delle caratterizzazioni comportamentali». I più preoccupati sono i magistrati. «La norma presenta evidenti profili di illegittimità costituzionale ed è grave e contraddittorio che si indebolisca l'azione giudiziaria proprio mentre la magistratura è chiamata a un forte impegno contro la corruzione» spiega il presidente dell'Anm, Rodolfo Sabelli, per il quale la responsabilità civile rappresenta «una lesione al principio dell'indipendenza» e finisce per «condizionare» e «intimidire» i giudici. Ad alzare la voce è anche vicepresidente del Csm, Michele Vietti, per il quale in gioco non c'è un «privilegio» ma «l'indipendenza di giudizio del magistrato». La norma sarà modificata al Senato? Il presidente dei senatori Pd, Luigi Zanda, assicura che il problema sarà risolto senza affanno. E il M5S, che non ha fatto nulla per evitare lo scivolone alla maggioranza e sottolinea la «spaccatura nel Pd», garantisce che a Palazzo Madama il Movimento «voterà compatto» contro la responsabilità delle toghe. ©RIPRODUZIONE RISERVATA