Ordigno contro la sede Pd Paura nella notte a Firenze

FIRENZE I danni si sono fermati lì, una parete un po' annerita fino al secondo piano e un vetro incrinato. Ma il messaggio è arrivato ben oltre. Un ordigno rudimentale è esploso nella notte di domenica davanti alla sede del Pd a Firenze, la città del premier Matteo Renzi. Gli investigatori ritengono che la firma sia anarco-insurrezionalista, e che gli autori siano legati alla galassia no-Tav. «Non siamo davanti ad una bravata - ha detto il sindaco Dario Nardella - non siamo di fronte ad un gesto improvviso o alle solite scritte sui muri. Qui c'è qualcosa di più serio, premeditato, ben organizzato». «Non possiamo abbassare la guardia né sottovalutare questi episodi», ha scritto su facebook il presidente del Senato Pietro Grasso. La presidente della Camera Laura Boldrini ha espresso solidarietà al Pd telefonando al vicesegretario del partito Lorenzo Guerini. «Riteniamo che si tratti di un fatto non diretto a una persona, ma contro la politica nazionale del partito», ha spiegato il questore di Firenze Raffaele Micillo, che in città ha rafforzato la vigilanza alle sedi istituzionali e dei partiti. Anche a Roma sono stati intensificati i controlli agli edifici del Pd, in particolare alla sede nazionale. Per ora nessuna rivendicazione. Ad indirizzare le indagini verso l'area no-Tav sono le analogie con episodi avvenuti in altre città del centro-nord, come la lettera anonima con minacce arrivata alla sede del Pd a Torino. Ieri su un sottopasso fiorentino era apparso uno striscione contro il Pd e i pm di Torino che indagano sugli attacchi in Val di Susa: proprio dopo gli arresti, a dicembre, di quattro militanti no-Tav, si è intensificata l'attività di protesta dall'ala anarchica del movimento. L'ordigno esploso a Firenze era composto da tre bombolette di gas da campeggio immerse in liquido infiammabile. Nel cortile dov'è avvenuta l'esplosione ci sono diverse telecamere, una è sopra al luogo dello scoppio. La Digos sta visionando le immagini. Dagli accertamenti sarebbero emersi elementi utili. Il vicesegretario del Pd Guerini ha parlato di «atto gravissimo». «Chi pratica la violenza - ha detto il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi - attacca la democrazia e questi gesti intimidatori non sono tollerabili». Per il ministro dell'Interno, Angelino Alfano, «il grave atto intimidatorio rientra in schemi di violenza che abbiamo sempre contrastato e contro i quali lavoriamo». «Nessuno si illuda che simili atti possano intimidire il cammino nell'opera di cambiamento del Paese», ha detto il ministro della Giustizia, Andrea Orlando. Numerosi e bipartisan gli attestati di solidarietà ai democratici. Alessandro Di Battista, del Movimento 5 Stelle, ha manifestato «massima solidarietà» al Pd. «Tuttavia - ha aggiunto - non possiamo non far rilevare che il 20 maggio è stata bruciata a Giugliano la sede di M5S e non c'è stata nessuna solidarietà».