La città scossa per la morte di Alberto

Dolore e commozione in città per la morte di Alberto Orsan, 30 anni, originario di Castion di Belluno, ma residente in via Monte Grappa al civico 3 a Padova, morto tragicamente sabato pomeriggio. Lui e l'amica Laura Losso di 27 anni, sono annegati sabato nell'Ardo a Bolzano Bellunese. Alberto studiava Astronomia all'Università di Padova e al contempo lavorava alla Mg Logistica di via Terza Strada. Un paio d'anni fa era stato tesserato nella società Real Padova, giocava come portiere nella formazione di Calcio a 5 che disputava le partite in casa alla palestra di via Vlacovich. «Era un ragazzo solare, bravo e che faceva gruppo», lo ricorda l'allenatore del Real Padova che l'ha allenato nella stagione 2011 - 2012, Carlo Marinaro, «Era arrivato nella nostra società e ci aveva chiesto di giocare. Sapevamo che era bellunese e che aveva poco tempo. Quell'anno facevamo il campionato di serie D di Calcio a 5. Lui non era titolare, ma ricordo bene, non ha mai mancato un allenamento. Faceva gruppo ed era professionale. Il classico bravo ragazzo». Alberto lascia nel dolore la mamma Giulia che raggiungeva ogni fine settimana nel Bellunese. Straziata la sua famiglia per la tragedia: «Era un bravo ragazzo, di cui ci si poteva fidare e questo me lo stanno testimoniando anche tanti suo amici, che hanno chiamato o sono venuti a trovarci numerosi. Siamo fieri di lui. Inizialmente era iscritto a Trieste, poi è passato a Padova. Gli mancava ancora qualche esame prima della laurea, peraltro in una facoltà molto difficile e selettiva come quella di Astronomia, ma intanto lavorava in questa ditta ed era in grado di mantenersi da solo. Non posso pensare che se ne sia andato a soli 30 anni. Non è giusto e credo che non lo capirò mai».Il sabato era trascorso come tanti altri, almeno fino a una certa ora. La voglia di fare una passeggiata con Laura, ai bojoni di Bolzano Bellunese, prima di partecipare a una festa di compleanno, anche perché lei sarebbe stata impegnata come maschera al teatro Comunale per uno spettacolo di danza. «Sapevo che i ragazzi sarebbero andati all'Ardo con il labrador Giallo, ma li avevo visti partire chissà quante altre volte e non ero per niente preoccupata», racconta la mamma disperata, «L'allarme è cresciuto in prima serata, perché avevano questi impegni e non li vedevo arrivare. Ho chiamato Alberto almeno una decina di volte, ma senza avere risposta, cosa comunque per niente strana. Però non avrei mai immaginato che alle 22.30 un agente della questura bussasse alla nostra porta per dirmi che c'era stata una disgrazia, che mio figlio non sarebbe più tornato a casa. Pensi al massimo di poterlo andare a trovare in ospedale, non certo di vederlo morto, sul tavolo dell'obitorio, accanto a Laura». L'ispezione cadaverica effettuata ieri mattina ha confermato che i due ragazzi sono morti per annegamento e il magistrato ha deciso di non effettuare l'autopsia. Si sospetta che i ragazzi volessero attraversare il torrente o che volessero lavare il cane. Uno dei due potrebbe essere scivolato e l'altro potrebbe aver cercato di soccorrerlo. Scartata l'ipotesi che volessero fare il bagno: Alberto non sapeva nuotare e non sono stati trovati asciugamani. La famiglia Orsan è in contatto costante con i Losso e sta decidendo per una cerimonia funebre comune, nella chiesa di Castion, da martedì in poi. Intanto, anche a Padova, il cordoglio per la morte del giovane è profondo, tra i colleghi, gli amici, gli studenti universitari. Tanto che anche il rettore Giuseppe Zaccaria ha voluto diffondere una nota per esprimere la vicinanza alla famiglia. «Apprendo con grande tristezza la notizia della scomparsa di Alberto, studente di astronomia. Per quanto poco possano servire le parole in occasioni come questa voglio esprimere le mie condoglianze alla sua famiglia, ai suoi amici, a tutte le persone che hanno subito questa grande perdita. Per la grande famiglia dell'ateneo è un giorno di dolore». (c.b.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA