Raccolte mille firme per chiedere di finire l'idrovia

di Gianni Biasetto wSELVAZZANO La petizione del "Comitato salvaguardia del territorio" di Selvazzano, supportata da un migliaio di firme, in cui si chiede la convocazione della conferenza dei servizi in merito al completamento dell'idrovia Padova-mare, martedì sarà sul tavolo dell'assessore regionale alla Difesa del suolo, Maurizio Conte. Analoga istanza sarà presentata dal comitato Brenta Sicuro. L'assessore riceverà a Palazzo Balbi due rappresentanti dei relativi Comitati per un colloquio privato nel quale verrà esposta la richiesta di un'accelerazione dell'iter concernente il completo della tanto attesa via d'acqua. La realizzazione della Padova-mare, secondo i promotori della petizione, «permetterebbe di scolmare i fiumi Bacchiglione e Brenta, arterie idrauliche che, oltre a presentare alti profili di rischio, sono insufficienti a recepire il flusso idrico proveniente dai canali consortili». Il Comitato salvaguardia del territorio, che si è costituito ufficialmente a Selvazzano in occasione degli allagamenti dei primi di febbraio, sta ponendo l'attenzione anche sull'urgente necessità di opere idrauliche minori nel territorio di Padova Ovest, già programmate da anni. «Ci auguriamo che le istituzioni assumano impegni seri e li portino avanti con efficienza, consci del fatto che la soluzione della crisi idraulica che vive attualmente il nostro territorio è prioritaria rispetto a qualsiasi altra questione», afferma il coordinatore del Comitato Francesco Rinaldi. «Ogni anno vengono spesi milioni di euro per far fronte alle continue emergenze, quando ne basterebbero molti meno per gli interventi di prevenzione. Le alluvioni causano un elevato esborso di denaro da parte dei privati cittadini per la sistemazione delle abitazioni danneggiate, senza contare il danno sociale ed economico arrecato alle attività produttive. Di fronte a ciò la cittadinanza viene sempre abbandonata proprio da quegli organi che, al contrario dovrebbero tutelarla». Dell'urgenza della Padova-mare e della necessità di un aggiornamento del piano delle acque si è parlato anche nell'incontro che il Comitato salvaguardia del territorio ha organizzato in aprile al centro civico di Caselle. Gli stessi tecnici del Genio civile e del Consorzio di bonifica hanno messo in evidenza come il Bacchiglione e altri scoli minori, in occasione di importanti precipitazioni, non sono più in grado di sopportare le piene. In attesa dell'idrovia una prima risposta al problema potrebbe darla il bacino di laminazione che la Regione sta realizzando a Caldogno (Vicenza). ©RIPRODUZIONE RISERVATA