Colla nelle serrature del Pd e scritte contro le dighe mobili

VENEZIA Colla nelle serrature e scritte contro il Mose: prese di mira le sedi del Partito democratico del centro storico. Era già accaduto in passato che le sedi del partito che governa la città venissero colpite dai vandali - gli ultimi due casi riguardano la sede dell'isola della Giudecca - ma questa volta l'attacco è stato sistematico perché ha riguardato tutte le sedi di tutti i circoli: a Castello, Dorsoduro, Cannaregio e San Marco. Colla e stuzzicadenti in tutte le serrature, e scritte contro le grandi opere all'ingresso del circolo Vivian di Dorsoduro: "No Mose", "No Tav" e No grandi opere". L'episodio è avvenuto nella notte tra mercoledì e giovedì ma solo ieri il segretario comunale ha presentato denuncia alla Digos. Il blitz notturno è arrivato il giorno dopo l'inchiesta sugli appalti del Mose che ha portato all'arresto, tra gli altri, del sindaco Giorgio Orsoni e del consigliere regionale Giampietro Marchese, il primo sindaco sostenuto dal Pd e il secondo rappresentante storico del partito - quello stesso partito che oggi cerca di tenere entrambi a distanza ricordando che nessuno dei due ha in tasca la tessera del partito. Ma è anche un blitz che arriva due giorni prima la grande manifestazione organizzata contro le grandi navi che si terrà oggi a piazzale Roma. Altre scritte contro il Pd - in una sono accusati si essere "delatori" - sono apparse sulle pareti della città. «Si tratta di atti vili», dice il segretario comunale del Pd, Emanuele Rosteghin, alla guida dei democratici in un periodo difficilissimo per la città, «atti che nulla hanno a che vedere con l'espressione legittima di un dissenso politico. Si tratta soprattutto di atti che offendono il lavoro e l'impegno generoso di tanti nostri iscritti che, in queste ore così gravose per la città, continuano a garantire l'apertura dei nostri circoli e a farne presidi democratici di discussione, confronto e dialogo». «Questi», conclude Rosteghin, «sono solo gli ultimi atti in ordine di tempo rivolti alle nostre sedi negli ultimi mesi, ci auguriamo che vengano individuati quanto prima i responsabili». (f.fur.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA