C'era un crocefisso che proteggeva il Citta

di Federico Franchin wCITTADELLA La salvezza del Cittadella è probabilmente anche una questione divina. E magari un aiuto dall'alto c'è stato per davvero. Un aiuto arrivato da un crocefisso posizionato da un tifoso, all'insaputa della squadra e dei tecnici, davanti alla panchina di mister Foscarini allo stadio Tombolato. L'idea è venuta nella settimana successiva alla sconfitta di Crotone dell'8 marzo. Dopo quella partita l'allenatore aveva messo alle strette i suoi ragazzi per ottenere una reazione. E dopo quel k.o. il tifoso Walter Bizzotto ha deciso di chiedere un aiuto al...cielo. Senza che nessun giocatore e tifoso lo sapesse, il sostenitore granata ha seppellito un crocefisso, chiuso in un sacchetto di nylon trasparente, sotto una trentina di centimetri di terra. Il tutto è avvenuto mentre l'operaio-tifoso stava eseguendo dei lavori di manutenzione al campo. Sarà un caso, ma da allora il Cittadella ha iniziato la clamorosa cavalcata che l'ha portato a festeggiare una settimana fa, a Lanciano, una salvezza insperata. Una salvezza che ha forse del miracoloso sotto tutti i punti di vista. Il crocefisso è stato tolto mercoledì, attorno alle ore 18, dallo stesso tifoso e da suo figlio, durante gli scatti della foto di fine anno avvenuti sul terreno del Tombolato. Vedendo scavare per terra davanti alla panchina, i giocatori granata si sono precipitati a vedere cosa stesse succedendo. I primi ad arrivare sul posto sono stati il portierone Andrea Pierobon e l'attaccante Claudio Coralli. Tra lo stupore generale, è emerso il crocefisso portafortuna. «Devo dire che il rito ha portato bene, visto che da allora abbiamo perso in casa solamente contro Brescia e Palermo», osserva "Ciccio" Coralli. «Nessuno di noi giocatori sapeva dell'esistenza di questo crocefisso. L'abbiamo visto solamente mercoledì. È un rito da riproporre a questo punto anche l'anno prossimo. Sono credente e penso che in certe occasioni arrivi qualche aiuto dall'alto. Quest'anno forse la mano di Dio ci è arrivata tramite questo crocefisso». L'oggetto sacro è stato posizionato mercoledì all'interno dello spogliatoi del Cittadella e ora è destinato a diventare elemento di culto. «L'ha portato Severino, uno degli addetti al campo, dentro allo stanzone», svela Coralli. «Quando entreremo, d'ora in poi ci faremo il segno della croce. Sono sicuro che ci darà ancora una mano nei momenti di difficoltà». Il magazziniere Tony Sgarbossa, parente dello stesso Bizzotto, era uno dei pochi al corrente dell'iniziativa. «Avevo visto e sapevo tutto, ma sono sempre stato zitto. Non parlo mai quando di mezzo ci sono i riti scaramantici. Sono felice che il crocefisso ci abbia dato una mano ad ottenere la salvezza». ©RIPRODUZIONE RISERVATA