La piazza è inquieta: «Dove andremo a finire?»

di Francesco Cocchiglia e Stefano Volpe wPADOVA «Penso che ormai se non abbiamo toccato il fondo poco ci manca». Con questa frase il presidente dell'Aicb, Giorgio Ferretti, fotografa lo stato d'animo di una tifoseria che, ferita da una retrocessione inspiegabile in Lega Pro, si ritrova la propria squadra del cuore sull'orlo di una crisi profonda: fischiata, contestata, ora anche perquisita e indagata. «Non ci vuole molto a capire quanto grande sia la nostra preoccupazione», prosegue, «Ci auguriamo, per il bene del Padova e di noi tifosi, che la cosa sia ridimensionata o che le indagini portino a cancellare tutti i dubbi, certo è che la situazione ci preoccupa molto, chi non prova questi sentimenti probabilmente è un incosciente. Penso di poter dire che nessuno si sarebbe aspettato una cosa del genere: se verrà appurato che tuto era in regola ben venga, noi tifosi saremo i primi ad esserne felici; non fosse così, questo fatto comprometterebbe un clima già molto ostile nei confronti della società». La sensazione che si percepisce nelle voci dei tifosi è quasi vicina allo sgomento: «Non penso nulla», taglia corto l'avvocato Mario Liccardo, «non sono abituato a giudicare prima di un processo e di una sentenza. Ho sempre dato il mio giudizio personale sulle persone che sono entrate in questo ambiente nel modo sbagliato. Riguardo ad ogni altro discorso, non ho mai fatto malizie sulla gestione Penocchio e anzi mi auguro per loro che non ci sia nulla sotto. Tutti vorremo liberarci di questa società, ma non è questo il modo: spero che chi vincerà questa "gara" arrivi per primo, e non vinca per la squalifica dell'avversario». Quanto ad un supposto collegamento col Parma Calcio, Liccardo aveva comunque già da tempo una propria opinione: «Forse mi sono esposto più di altri su questo fronte: il sospetto, pur senza riscontri, ammetto di averlo avuto sin dall'inizio, vuoi per la ditta Sts, per la presenza di Valentini e per l'azienda della madre di Ghirardi. È per questo che, più che alla gestione di Viganò, ho sempre preferito paragonare la presidenza Penocchio a quella di Farina, che portò il Padova sotto l'ala del grande Vicenza: i miei timori derivano dal fatto che l'essere succursale occulta di un'altra società, allora era stato prodromo di anni nefasti». Semplicemente attonito Francesco Peghin, ex presidente di Confindustria Padova nonché vicepresidente della spa biancoscudata con Cestaro: «Mi viene difficile commentare una situazione del genere», spiega Peghin, «Mi spiace immensamente un po' per tutto quello che è accaduto, nell'ultimo anno è stato un crescendo di delusioni, e per me, che per alcuni anni sono stato nel Padova, c'è grande amarezza nel riscontrare come alcune persone che ci si augurava affidabili si siano rivelate tutt'altro semplicemente in dodici mesi. Quel che è accaduto ieri è una notizia che mi amareggia moltissimo, personalmente spero solo che Marcello Cestaro torni sui suoi passi e ripensi a prendere in mano il Padova». Gli ultras della Tribuna Fattori non si espongono ufficialmente, ma dalla propria pagina facebook provano a commentare con ironia. «Criscitiello e Valentini ci avete risparmiato la fatica di scrivere», sentenziano postando un articolo nel quale il direttore di tuttomercatoweb tesse le lodi della gestione Penocchio. A Padova non è rimasto quasi nessuno a difendere il presidente biancoscudato, a parte l'imprenditore tifoso Filippo Arena, che anche in quest'occasione difende la società: «La giustizia deve fare il suo corso», spiega. «Ma questa inchiesta non mi è molto chiara, sembra che vogliano far scappare Penocchio per forza. Da tifoso sono preoccupato per le sorti della squadra, ma ho il sentore che quest'inchiesta esploda come una bolla di sapone. Ho sentito il presidente, è nervoso ma tranquillo perché sa di non aver commesso reati».