Zoggia: «Tutto regolare»

VENEZIA Il foglietto scritto a mano con l'elenco dei contributi compare nelle pagine dell'ordinanza firmata dal gip Alberto Scaramuzza, a conclusione dell'inchiesta avviata dai tre pm veneziani: si tratta di un appunto sequestrato che ricostruisce i contributi versati a Davide Zoggia per la campagna elettorale del 2009, quando tentò la rielezione a presidente della Provincia. Quella sconfitta è una ferita ancora aperta, perché ha spalancato le porte alla vittoria di Francesca Zaccariotto, della Lega Nord, feroce nemica del sindaco Giorgio Orsoni che per legge è anche presidente della città metropolitana che assorbe pure la Provincia. Ora la Zaccariotto non avrà più come avversario Orsoni, ma chi verrà eletto al suo posto. «Si tratta di contributi regolari, iscritti a bilancio nel rispetto delle regole del finanziamento pubblico ai partiti e quindi senza alcun rilievo penale: tutte notizie già pubblicate dai giornali che riemergono in queste giornate drammatiche», dice con assoluta tranquillità Davide Zoggia, che lo scorso anno è stato eletto deputato del Pd. Il foglio riporta cifre e date: due contributi da 7.428 euro a luglio 2009 e poi altri 40 mila euro ma senza la data del versamento che viene indicato come contributo volontario al candidato. Compaiono altri nomi di enti ed esponenti politici veneti: 15 mila euro sono stati versati al comune di Padova per il premio letterario Galileo 2009, uno degli eventi culturali più importanti della città, che coinvolge migliaia di studenti delle superiori. Seguono anche i nomi dell'associazione Il Sestante di Chioggia, ma senza relativo versamento, e poi quello dello Studium Marcianum con casella vuota anche se ad osservare bene il documento, si capisce che la Fondazione avrebbe incassato 100 mila euro. La somma totale parla di 209 mila euro, metà dei quali allo Studium Marcianum, il polo pedagogico-accademico del patriarcato di Venezia. Nato per volontà dell'allora cardinale patriarca Angelo Scola, lo Studium recepisce con la sua costituzione l'esigenza di formazione specifica manifestata dalla Chiesa che è in Venezia: attività nobili e lecite. Tutto a posto? Pare di sì. Perché non c'è nulla di irregolare sotto il profilo penale. Nel documento si parla di 10 mila euro versati a Sergio Reolon, ex presidente della Provincia di Belluno e oggi consigliere regionale del Pd veneto; di 4 mila euro al Partito democratico e di altri 25 mila euro al Comitato Sartori, ma in nessuno di questi tre casi viene registrata al data dei versamenti. C'è anche una firma, di difficile lettura, che chiude il documento acquisito dalla magistratura e inserito nella ordinanza come allegato.