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RUBANO In questi ultimi scampoli di campagna elettorale, i due candidati al ballottaggio, Sabrina Doni e Renato Boldrini, stanno affrontando le ultime fatiche ai banchetti e agli incontri pubblici, ospitando anche i parlamentari. A sostenere la candidatura di Boldrini arriva alle 19 in piazza della Repubblica, di fronte al municipio, Nicola Morra, presidente del gruppo parlamentare del Movimento Cinque Stelle. La notizia del giorno, però, è la posizione assunta da alcuni canditi esclusi dal voto del 25 aprile, che invitano i cittadini a propendere per il cambiamento quando domenica si recheranno alle urne. «Il confronto pubblico tra i due candidati a sindaco arrivati al ballottaggio non ci sarà», commenta Donatella Banzato, candidata per le liste Forza Rubano e Prima Rubano, che lo aveva richiesto, «e questo non è un bene. Il confronto avrebbe fornito ai cittadini un quadro esaustivo dei loro rispettivi programmi. Il rifiuto è stato avanzato da Sabrina Doni, candidata per Vivere Rubano e Rubano Futura, e credo che questo atteggiamento sia politicamente preoccupante, in quanto consolida una posizione di rifiuto verso il confronto con altre forze politiche, che hanno solo a cuore il bene della propria collettività». Preso atto di tale indisponibilità, i candidati dell'area di centrodestra, Fabio Targa e Luigi Tarquini, si chiedono se Sabrina Doni, qualora fosse eletta, sarà in grado di rappresentare l'intera comunità di Rubano oppure la sola parte politica che l'ha sostenuta e che non rappresenta di certo il cambiamento. «Tale limitata capacità di rappresentanza», sostengono, «potrebbe essere pregiudizievole in sede di confronto politico e amministrativo con altri sindaci o in altri consessi che richiedono la piena e attenta partecipazione politica del primo cittadino nel difendere gli interessi di tutti noi». Sabrina Doni, da parte sua, replica: «La politica è servizio e occorre rispettare l'intelligenza dei cittadini che non cercano certo il voto di vendetta. Come ci si può presentare alle elezioni dando un'indicazione ai propri elettori e adesso cambiarla? Sarebbe stato più corretto lasciar liberi i cittadini di scegliere». Cristina Salvato