Endrizzi: «Ripensare le grandi opere»

PADOVA Giovanni Endrizzi, senatore padovano del Movimento Cinque Stelle, non si sottrae a una riflessione sull'arresto del primo cittadino di Venezia Giorgio Orsoni, che è stato assegnato ai domiciliari. «Come componente della commissione Affari costituzionali di Palazzo Madama», afferma Endrizzi, «non posso non rilevare che, in base alla legge Delrio, il sindaco Giorgio Orsoni si troverebbe automaticamente a fare pure il sindaco della Città metropolitana di Venezia, che costituirebbe quasi una mini-Regione, con competenze molto appetibili in materia di appalti». Ma non è finita. «Con la riforma del Senato che il premier Renzi vorrebbe far approvare», continua Endrizzi, «il sindaco di Venezia verrebbe nominato anche senatore, all'insegna di una concentrazione di poteri in capo a pochissime persone. Una sorta di club ristretto, con le stesse persone ad occupare più ruoli di comando. Noi del Movimento Cinque Stelle siamo da sempre contrari al cumulo degli incarichi. D'altra parte, chiediamoci, quale qualità del lavoro potrebbe garantire uno che si divide tra più poltrone?». Nel mirino di Endrizzi finisce anche il sistema di elezione delle Province che verrà attuato, sempre in base alla legge Delrio, nei prossimi mesi: «Saranno i sindaci a eleggere il nuovo presidente di questi enti. Già i cittadini possono scegliere il loro sindaco in un'offerta limitata - basti pensare al fatto che domenica, nel ballottaggio di Padova, si sfideranno Rossi e Bitonci, mera espressione dei partiti - se si toglie loro pure la possibilità di indicare i presidenti di Provincia, si riducono gli spazi di democrazia. E quando il controllo dei cittadini si affievolisce», punta il dito l'esponente pentastellato, «si affievolisce pure l'efficacia della spesa pubblica». Ma qual è la lezione che si può trarre da questa ondata di arresti? «Questa classe politica», afferma Endrizzi, «si è ripromessa solo di fare grandi opere, esprimendo una volontà di spendere a tutti i costi. Io credo davvero che si debba arrivare a una moratoria dello spreco di denaro pubblico. Spero che nessuno, d'ora in avanti, voglia insistere in questo tipo di spese. Occorre bloccare le opere pubbliche che non sono essenziali. Non c'è l'urgenza di realizzare un Grande Raccordo Anulare attorno a Padova. Non c'è l'urgenza di costruire una camionabile tra Padova e Venezia. Per non ritrovarci a breve con nuove emergenze alluvione, la priorità va data ai 4000 chilometri di argini che devono essere messi in sicurezza». E del Mose cosa bisogna fare? «Il Mose», risponde il senatore Endrizzi, «è un treno senza freni lanciato a folle velocità. Anche in questo caso si è voluto fare il progetto più costoso. Per questo alla fine costerà di più». Claudio Baccarin ©RIPRODUZIONE RISERVATA