Lia Sartori evita l'arresto grazie all'immunità dell'Ue

VENEZIA Nella polvere è finita anche lei, la regina di Forza Italia del Veneto, fedele alleata di Giancaro Galan e Renato Chisso: Amalia (Lia) Sartori si è salvata dall'arresto perché gode dell'immunità di europarlamentare fino al primo luglio. Candidata alle elezioni del 25 maggio scorso, non è stata rieletta perché il partito di Berlusconi ha mandato a Strasburgo Elisabetta Gardini con un plebiscito di preferenze e poi Remo Sernagiotto, vera sorprese della competizione elettorale. La Sartori qualche giorno fa era in piazza delle Erbe a Padova a sostenere la campagna elettorale di Massimo Bitonci assieme a Renato Brunetta, capogruppo Fi alla Camera. Battuta lo scorso anno nella sfida a sindaco di Vicenza da Achille Variati, Lia Sartori dovrà ora difendersi dalle accuse che i magistrati di Venezia le hanno contestato A Lia Sartori , viene contestato di aver indebitamente percepito 25mila euro come finanziamento occulto della sua campagna elettorale per le Europee del 2009, sempre con fatture false del Co.Ve.Co: l'esponente politica allora del Pdl sarebbe stata perfettamente consapevole dell'illegittimo finanziamento elargitole dal Consorzio Venezia Nuova. Ma secondo gli atti d'accusa la Sartori avrebbe ricevuto illecitamente complessivamente dal Consorzio Venezia Nuova 200mila euro per varie campagne elettorali sia come Pdl che come Forza Italia. Tutte accuse che lei è convinta di poter smontare, ma per poter procedere con la richiesta di arresto la magistratura dovrà attendere l'insediamento del nuovo parlamento Ue: tutto verrà deciso tra qualche mese, anche perché vanno prima nominate le commissioni. A Vicenza, la Sartori ha lottato per escludere dalla liste Fi il collega Sergio Berlato, poi passato con Fratelli d'Italia, una sfida destinata a cambiare il sistema delle alleanze nel centrodestra vicentino. Siamo all'ultima tappa di una lunga carriera: Lia Sartori entra in politica nel Psi come grande rivale di Gianni De Michelis: è la prima e la più giovane donna a ricoprire l'incarico di assessore regionale, di vicepresidente della giunta e di presidente del consiglio regionale del Veneto. Siamo nella prima repubblica, quelle delle tangenti delle autostrada A4 e della bretella per Tessera che spazzerà via Psi e Dc. Come assessore alla viabilità e ai trasporti nel 1986-1987 è nominataprimo presidente della Aeroporto Marco Polo (Save) di Venezia, dopo la privatizzazione. Perso il partito, nel 1994 entra in Fi con Renato Chisso e Renato Brunetta e viene eletta eurodeputata di Forza Italia e Pdl fino al 2014 per tre legislature. (al.sal.)