Pd sconfitto e ferito: faremo opposizione

PONTE SAN NICOLÒ Non l'ha certo presa bene il segretario del Pd sannicolese Paolo Schiavon. Il Pd alle europee si conferma anche a Ponte oltre il 40%, ma i democratici, dopo lo strappo di Rinuncini, perdono il municipio dopo 23 anni di governo: «Ringrazio gli elettori che hanno votato il Pd, salvaguardando così gli ideali europei. Nel territorio siamo la maggioranza, ora, però, a livello locale, continueremo le nostre battaglie dall'opposizione». Di riavvicinamento non se ne parla nemmeno. Tre i consiglieri eletti con Ponte San Nicolò Democratico: l'indipendente candidata sindaco Carmen Tasca, l'esponente di Sel Roberto Marchioro e l'assessore uscente Pd Hussein Bazzi. L'unico Pd in consiglio comunale: «Non è vero che abbiamo espulso dal partito Martino Schiavon. Si è escluso da solo andando con un'altra lista». E se per Martino Schiavon si profila la riconferma della carica di vicesindaco, per il fratello maggiore e consigliere provinciale uscente Mariano, eletto nel 2009 con il Pd, si prospetta una lavata di capo per aver sostenuto pubblicamente Rinuncini: «Ha parlato a titolo personale, fuori dall'alveo del Pd. Spero che resti con noi, ma ci aspetta prima un chiarimento». Sull'amarezza di quel misero 18%, che attesta come gli elettori del Pd si siano riversati in massa sul "renziano" Rinuncini, Schiavon osserva: «Il sindaco per cinque anni ha oscurato in maniera metodica il lavoro dei suoi assessori, accentrando su di sé tutte le luci dei riflettori. Questo ha pagato». In molti hanno accusato il centrosinistra di una campagna elettorale troppo aggressiva contro Rinuncini, accusato di "tradimento". Per Schiavon non è così: «Gli elettori che abbiamo incontrato ci hanno detto che siamo stati anzi fin troppo morbidi». Andrea Canton