È rabbia Ghirardi «Ora vendo il Parma dovete vergognarvi»

COLLECCHIO (Parma) Appassionato, emozionato, con le lacrime trattenute a stento; orgoglioso come ogni capitano d'azienda: così Tommaso Ghirardi ha salutato il mondo del calcio annunciando il suo addio al Parma e a questo sport. Decisiva la mancata concessione della licenza Uefa ribadita l'altro ieri dall'Alta Corte del Coni dopo che la Figc aveva già bocciato il club emiliano nelle prime due fasi del giudizio. Ghirardi si è sentito tradito, offeso da queste decisioni. «Chi sono per giudicarmi?» ha ripetuto più volte il patron crociato. «Sono andato nella casa dello sport per farmi giudicare da gente che di sport non sa nulla». Sin qui le emozioni. Ma il presidente del Parma, pur riservandosi la possibilità di utilizzare in seguito i documenti, ha tracciato i dettagli di una vicenda che di chiaro ha solo la bocciatura europea. «Il 30 aprile alle 14, a poche ore dal termine per le richieste Uefa, mi ha chiamato la Covisoc affermando che c'era un problemino sui versamenti Irpef sull'incentivo all'esodo di nove giocatori. Mi sono rivolto alla Federazione e alla Lega, gli organi ai quali mi sono sempre affidato. C'è stato uno scambio di telefonate, di messaggi, di mail e fax e alla fine ho seguito i loro consigli. E cosa ho ottenuto? Che non mi hanno dato la licenza Uefa. Eppure ho fatto le stesse cose che faccio da sette anni, da quando sono nel calcio. Prima non ci sono mai stati problemi. Ora come mai accade questo? Ghirardi prosegue. «Con i miei soci abbiamo deciso: il 100% del Parma è in vendita. Ho dato le dimissioni da presidente, ora toccherà a Pietro Leonardi occuparsi dell'andamento della società, da qui al 30 giugno. Data sino alla quale onorerò tutti i miei impegni. Ho comunicato ai miei soci, ai dirigenti e a Donadoni». Dal primo luglio Ghirardi non sarà più un uomo di sport, con la possibilità di adire alla legge ordinaria per eventuali danni subiti. «È una situazione che valuterò» ha confermato Ghirardi. «Su di me, sulla mia famiglia è stato fatto un danno importante. Si dice che non ho pagato 280mila euro perché non li avevo. Sapete che percentuale rappresentano su quanto pagato dal Parma? Lo 0,60%. Per lo 0,60% ho perso quello che avevo guadagnato sul campo. Ho versato 13 milioni, ne mancheranno 5 o 6 dall'Europa League. Chi mi ripaga di questi danni? Questo è un messaggio che mando a tutto il mondo dello sport: siete riusciti a farmi andare via dal calcio, siete riusciti a farmi abbandonare la mia più grande passione e dovete vergognarvi, tutti. Io col calcio ho chiuso, con lo sport ho chiuso, me ne torno al mio paesello». E si arrabbia quando gli chiedono di poteri forti contro il Parma. «Non ho detto questo. Ho detto solo che ci sono stati dei comportamenti incomprensibili, figli o di una grave faciloneria o di qualcosa di diverso. Ne parleremo, ma di elementi per affermare certe cose, non ne ho». La chiusura è per la città, i tifosi e i dipendenti: «Tutti straordinari, ricordatevi che noi abbiamo vinto sul campo».