Chiamparino al 47% doppia il candidato M5S

TORINO È stato il sindaco più amato d'Italia, raggiungendo il 75% di gradimento in un sondaggio del 2008; al secondo mandato a Torino fu eletto con il 66,6%, stravincendo il confronto con Rocco Buttiglione, ora ha sbaragliato il campo alle Regionali: ha doppiato i suoi avversari (come l'avversario 5 Stelle Davide Bono) e sfiorato il 50%. Anche se tra le sue frasi preferite l'«Esageroma nen» (non esageriamo) attribuito a Luigi Einaudi, a Chiamparino capita spesso di esagerare nei numeri del consenso. Riconquistato il Piemonte al centrosinistra, rivela di non avere mai avuto troppi dubbi sulla schiacciante vittoria: «Non ho mai percepito - racconta - quell'aria di testa a testa che i media lasciavano trasparire». Classe '48, marito di Anna, padre di Tommaso, e nonno di due nipotini, il nuovo presidente della Regione Piemonte è un grande appassionato di montagna - per questo per il simbolo della lista civica a suo supporto ha scelto il Monviso, colorato di rosso - ama le letture e musica classica, è tifoso del Toro. Il primo incarico politico nel Consiglio comunale di Moncalieri, capogruppo del Pci. Dall'82 all'86 è stato responsabile del dipartimento economico del partito comunista. Segretario regionale della Cgil dall'89 al '91, Chiamparino è stato eletto deputato nel '96. È stato il "sindaco delle Olimpiadi Invernali", nel 2006, dopo avere raccolto cinque anni prima il testimone da Valentino Castellani. Eppure, la sua candidatura a sindaco non rientrava nei piani del centrosinistra. Venne scelto in seconda battuta, nel 2001, per l'improvvisa morte di Domenico Carpanini, il vicesindaco uscente stroncato da un malore in piena campagna elettorale. Chiamparino vinse al ballottaggio contro Roberto Rosso, candidato del centrodestra. Cinque anni dopo, invece, non ci fu partita: Buttiglione rimase al 29%. Finito il secondo mandato, Chiamparino è stato presidente della Compagnia di San Paolo, carica da cui si è dimesso per tornare alla politica, accettando la «sfida» di correre per il centrosinistra alle regionali e «ridare dignità al Piemonte - come ha scritto nel suo manifesto elettorale - dopo una stagione di inefficienza e di scandali». In piazza Castello, dove succede al leghista Roberto Cota, porta tutta l'esperienza accumulata nei 10 anni a Palazzo Civico. Su questo aspetto è stata centrata la prima dichiarazione: «Cercherò di essere il sindaco dei piemontesi. Spero - ha aggiunto - di riuscire a far cambiare verso al Piemonte, ma solo sulle cose in cui si deve cambiare, perché ce ne sono delle altre sulle quali bisogna andare avanti». Tra queste Chiamparino cita l'abolizione dei rimborsi e il taglio delle indennità: «Così è già stato deciso, ora si tratta di confermarlo con il nuovo consiglio».