Quella sfida sui social Battibecchi e speranze

di Leandro Barsotti Cinque anni fa era molto diverso. Cinque anni fa tutto questo twittare, tutto questo postare idee, commenti, insulti opinioni smart sul social network per eccellenza, ovvero Facebook, non c'era. Un borbottio continuo, è come stare in una grande piazza e riuscire a sentire l'umore di molti, un umore che varia come variano le prioezioni, come variano i dati snocciolati un po' alla volta non solo dal sito ufficiale del Comune di Padova (che ha offerto per tutta la giornata un ottimo lavoro) ma anche dai singoli candidati che sentono questo e quello, o da qualche scrutatore che in pausa seggio messaggia qualche news. Intanto noi. La pagina Facebook del Mattino di Padova grazie anche grazie alle elezioni ha superato la quota 50 mila amici: i navigatori dei social danno fiducia alla nostra informazione, e quella elettorale è stata particolarmente tempestiva. Grazie ai nostri sempre più numerosi lettori. Niente fuga. Padova ha vissuto un pomeriggio strano: ci si aspettava la fuga immediata di Ivo Rossi, e invece è stato un testa a testa che ha fatto esultare ora gli uni ora gli altri, soprattutto gli altri se per altri intendiamo i meno accreditati dopo il boom di Renzi, ovvero i bitonciani. Subito si esulta. Si è partiti con l'esultare per il limpido successo ottenuto in Europa da Zanonato: «Con Flavio Zanonato Padova è in Europa. Con Flavio Zanonato Padova è più forte!», scrive l'assessore Andrea Micalizzi, che dell'ex sindaco è un fedelissimo. Così come Chiara Pittelli, consigliere Pd ad Albignasego: «Di fronte a cotanta beltà, concedetemi questa parentesi: a quanto pare il miglior risultato di Flavio Zanonato di tutta la provincia di Padova è proprio quello ottenuto ad Albignasego. Davvero felice per questo!». L'eco di Massimo Bettin, segretario provinciale, è di questo tenore: «Adesso avanti tutta, a Padova con Ivo Rossi come in provincia battiamoci fino alla fine per consolidare il cambiamento» (e non è chiaro in quale contesto viene inserito questo cambiamento). Giovani renziani. I renziani padovani, tuttavia, guardano più al primo ministro che all'ex ministro. Come Vincenzo Cusumano che sulla bacheca del segretario cittadino scrive: «Effetto Bressa sulle europee!». Vede sempre il lato positivo Alfio Capizzi, comunicatore del Pd cittadino, quando scive: «#padovavota - sedi scrutinate ancora poche ma il trend è inequivocabile e @pdnetwork primo partito». È vero anche se il risultato delle Europee non è stato eguagliato. Grillini delusi. La delusione di Giorgio Burlini (M5s) si legge su Facebook intorno alle 15: «Quello che sorprende è che in Francia e UK gli euroscettici hanno massacrato i partiti tradizionali (e loro se la passano mica tanto male). Noi invece abbiamo premiato massicciamente il partito di governo. Boh...» . E verso sera la candidata Martinez: «Esperienza elettorale conclusa. È stata un esperienza interessante. E ora si guarda al futuro! » Fiore attende. L'attesa è calda, soprattutto per chi come Padova2020 non ha avuto rilevazioni europee: «Riprovo dopo anni ansia come da esito esame ... chissà come ti senti tu?», scrive sulla bacheca di Francesco Fiore la "fan" Elena Brignole. Fiore soffre, e non risponde. Mentre chissà per chi ha votato Elena Ostanel, ex consigliere Sel, vicina a Padova2020 fino a qualche mese fa, visto che scrive queste parole: «Ciao Nonno. Questo voto lo dedico a te e al nostro amore per la politica con la P maiuscola». Preferenze a caso. Divertente il post di Salvatore Frattalone, in lista per "Rifare Padova2: «Spoglio alle Europee, a Padova: Voti a M5s senza espressione di voto ma con scritto accanto grillo. Voti a pd senza espressione di voto ma con scritto accanto Renzi. Voti a FI senza espressione di voto ma con scritto accanto Berlusconi. Voti a Lega senza espressione di voto ma con scritto accanto Bossi. Ma è mai possibile che il cittadino medio non si informi neanche sui nomi dei candidati?!?». I grazie vari. Bello il pensiero di Stefano Allievi su twitter: «Da cittadino votante, un grazie a scrutatori e rappresentanti di lista: le api operaie della democrazia...». Lascia aperte varie interpretazioni quello di Marco Marin, coordinatore regionale Forza Italia ed ex sfidante a sindaco cittadino: «Forza Italia è il partito del fare! Non siamo bravi con tatticismi e politichese...». La Moretti no. Divertente il post della responsabile cittadina di Sel, Mariateresa Diriso: «Da donna a donne: è cosa nota che fatico ad essere diplomatica, tanto meno furba, dunque auguri sinceri a Cécile Kyenge e Vanessa Camani perché penso potranno fare un buon lavoro. Ma alla Moretti proprio non ce la posso fare». E a chi le chiede perchè mai, lei tranquilla replica: «perchè da portavoce di una brava persona come Bersani, in sette secondi è saltata sul carro di chi lo ha liquidato senza ragione politica né umana...». ©RIPRODUZIONE RISERVATA