Primi interrogatori degli arrestati

CODEVIGO Gli investigatori della Guardia di Finanza di Venezia, per le loro indagine, hanno trovato una sponda forte negli operatori economici e nei pescatori del settore che operano legalmente ed onestamente. Sono loro, infatti, le prime «vittime» della concorrenza sleale creata dagli indagati: le tre aziende sequestrate coprono una considerevole fetta del mercato (nel Veneto il 40 per cento) ed operano con costi inferiori a quelli dei concorrenti e con guadagni almeno doppi. Prima di tutto pagano meno i pescatori che raccolgono il prodotto in modo illegale, hanno tempi più veloci, visto che non depurano i molluschi, evitano i controlli sanitari e infine non pagano le tasse, mettendosi in tasca i soldi. Non c'è da stupirsi, quindi, che l'indagine sia partita, due anni fa, e si sia allargata a macchia d'olio, tanto che gli inquirenti hanno dovuto mettere un punto per non trasformarla in un «mostro» ingestibile (già ora sono almeno 25 mila le cartelle che compongono i vari faldoni e l'ordinanza di custodia cautelare è di 600 pagine). Cominciano oggi, intanto, gli interrogatori degli arrestati: il giudice veneziano Antonio Liguori, lo stesso che ha firmato i 40 provvedimenti (sette in carcere, 17 ai domiciliari e 16 obblighi di dimora con il divieto di uscire per l'intera notte), sentirà per primo il chioggiotto Federico Boscolo Boscoletto, titolare assieme ad altri due indagati dell'azienda di depurazione «Gruppo Mare srl» di Porto Viro. Nonostante i soli 44 anni, ha una storia di pesca abusiva alle spalle, in quanto era fino al 2008 ai vertici della «Marinomar» di Pellestrina quando venne chiusa perché al centro dell'ennesimo traffico di vongole veraci pescate abusivamente e tre anni dopo fu condannato a sei mesi di reclusione. Sempre oggi, gli interrogatori proseguiranno con i titolari della società di San Pietro in Volta «Talian srl»: si tratta dei fratelli Ballarin, Marco e Nicola, quindi toccherà al chioggiotto Sandro Boscolo Nata, a Emanuel Casson, al veneziano Franco Folin e ad Andrea Doria, a casa del quale i finanzieri hanno sequestrato una pistola calibro 7,65 con matricola abrasa, pugnali, un tirapugni e altre armi.(g.c.)