Contributi per la sicurezza ma i vigili protestano

Abbattuto il muro di cinta della ex Grosoli, ecco comparire, alla rotonda di via Marconi a Cadoneghe, un enorme cartello verde che annuncia la riqualificazione dell'ex macello, dove a breve sorgerà un ipermercato Alì. «A piccoli passi si avvia il futuro di Cadoneghe», scrive sulla sua pagina Facebook il sindaco Mirco Gastaldon. (cri.s.) di Cristina Salvato wALBIGNASEGO Mentre il Comune di Albignasego annuncia l'istituzione di un fondo per elargire contributi ai cittadini che installino allarmi in casa collegati ai carabinieri, gli agenti di polizia locale dell'Unione Pratiarcati protestano per i turni notturni, troppo pericolosi per come sono organizzati. «Abbiamo stanziato a bilancio 30 mila euro», annuncia il vicesindaco Filippo Giacinti «per assegnare contributi di 200 euro massimo, a chi installa sistemi antifurto nelle abitazioni private, purché lo colleghino ai carabinieri. I contributi saranno assegnati secondo l'ordine cronologico di presentazione delle domande. E saranno considerati gli impianti installati dal primo marzo fino al 28 febbraio 2015». La modulistica del bando si trova sul sito internet comunale o allo Sportello del cittadino. Iniziativa che si completerà con l'installazione di telecamere in grado di leggere le targhe dei veicoli nei punti di maggiore accesso al paese. È stato istituito anche un turno notturno, dalle 24 alle 6, di pattugliamento dei vigili, i quali però protestano per le condizioni di insicurezza in cui viene svolto. «L'efficacia di questo nuovo turno, a nostro avviso, è debole», sottolinea Michele Magrini per la segreteria provinciale Uil della Funzione pubblica, «perché è iniziato con due agenti in borghese a bordo di un'auto civetta, con il compito di sorvegliare tutto il territorio albignaseghese e, in caso di reati, intervenire. Gli agenti in borghese, però, non sono riconoscibili dai malviventi e pertanto esposti a rischi (tra l'altro dal 2011 non esiste più l'infermità da causa di servizio e pertanto, in caso di lesioni, gli agenti non sarebbero indennizzati) e senza un referente loro responsabile cui rivolgersi per chiedere aiuto. C'è da considerare, poi, «continua il sindacalista, «che l'unico numero che possono contattare per chiamare i carabinieri è il 112, cui risponde Abano. Non hanno quindi un numero diretto e dedicato, per avere aiuto in maniera più celere. A nostro avviso il servizio, se ritenuto necessario, dovrebbe essere svolto da almeno tre persone, meglio se quattro, per prestarsi vicendevole aiuto in caso di necessità. Per ora siamo riusciti a far capire all'amministrazione la pericolosità del turno notturno in borghese, e, infatti, gli agenti adesso pattugliano in divisa; ma non è ancora stato modificata l'organizzazione del turno stesso». ©RIPRODUZIONE RISERVATA